Daniele Ragatzu (foto: Roberta Marongiu)

Il riscatto è ora. Per l’Olbia reduce dalla terza sconfitta consecutiva non c’è tempo per guardarsi alle spalle e piangersi addosso. I bianchi sono attesi da una sfida dal gran fascino contro l’Alessandria (mercoledì, calcio d’inizio alle 20.30 al Nespoli) e hanno tutte le intenzioni di scrollarsi di dosso questo trend negativo.



Tuttavia, se due indizi fanno una prova, dopo il terzo stop di fila l’Olbia ha qualcosa su cui riflettere. Sia chiaro: nessun dramma, come predicato dal presidente Marino, ma qualche considerazione necessaria per correggere la lettura di quanto fatto finora. Alla partenza netta con due vittorie su due (Albissola e Pro Patria), hanno fatto seguito tre sconfitte con Pro Piacenza, Pontedera e Cuneo, per un bilancio complessivo di 2 vittorie e 3 sconfitte nelle prime cinque uscite. Un dato che inizia a stonare con i proclami estivi e la puntellatura della rosa.

Al di là del mero risultato, che non può essere usato come unico metro di giudizio ma neanche passare sottotraccia, bisogna anzitutto pensare alla concretezza. D’accordo il bel gioco, la volontà di impostare dalle retrovie e arrivare alla conclusione con la costruzione, ma ci sono fasi della gara in cui un affondo di sciabola vale più di una mancata col fioretto. Il refrain è simile a quanto si diceva l’anno scorso, la squadra gioca bene ma l’impressione è che una volta giunta sulla trequarti avversari manchi il pragmatismo utile per trasformare i complimenti in marcature.

Nei momenti di maggior ispirazione è innegabile che la verve di Ragatzu mascheri questo limite, e averlo in rosa è un valore che poche altre possono vantare. Semmai, sarà importante la crescita degli altri protagonisti accanto al numero 10 bianco, per consentirgli di essere il “quid” in più, e non il factotum. Dettaglio non certo trascurabile nel gioco del calcio, visto che anche in una situazione complessa (causa defezioni) come quella di Cuneo, l’impressione è che con un pizzico di cattiveria in più sotto porta si potesse uscire almeno con un punto. Senza dimenticare che il match è stato deciso dall’autentico strafalcione difensivo.



Rispetto all’ultima partita c’è da immaginare che tutto lo staff gallurese stia certamente provando a recuperare più giocatori possibile, per consentire a Filippi di avere qualche scelta al fine di intervenire a partita in corso. Contro i grigi piemontesi, meno ambiziosi delle scorse stagioni e anche loro fermi a 6 punti (1 vittoria, 3 pareggi e una sconfitta), c’è la chiamata ad una reazione d’orgoglio al primo bivio della stagione: il momento è ora.

Claudio Inconis

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