Tommaso Giulini, presidente del Cagliari dal 2014

Tommaso Giulini ha parlato a TuttoSport del tema caldo del momento cagliaritano, ovvero Nicolò Barella. Il presidente del Cagliari, però, ricorda anche gli altri giovani nel suo carniere.



“Nicolò ha finalmente un allenatore che gli dà tantissimo – dice Giulini -. Se dovesse restare io sarei il più felice di tutti, però è altrettanto chiaro che il ragazzo potrebbe avere l’ambizione di giocare in Champions, che nel Cagliari non potrà giocare a breve. È chiaro che avere un impianto avveniristico, che ti permetta di giocare in Europa, incida sulla competitività della squadra. Questo ha anche un suo peso nel trattenere o attrarre determinati giocatori“. Intanto fa piacere vedere protagonisti nelle Nazionali Barella, ma pure Cragno e Romagna. Ma penso anche a Deiola, che oggi è a Parma. Non tutti in Serie A si prendono la responsabilità di far giocare i ventenni titolari. Barella – continua Giulini – è diventato uomo crescendo al fianco di Daniele Conti e di Andrea Cossu, e come una spugna è riuscito ad assorbire valori quali il rispetto, l’amore per la maglia e per la professione. E oggi accade lo stesso con Srna e con Chiellini in Nazionale”.



Giulini parla anche dei problemi che penalizzano il calcio italiano. “Ci sono due problematiche da risolvere – spiega dal suo punto di vista -, ovvero le infrastrutture e la giustizia sportiva. Fino a quando non riusciremo a fare una riforma completa e totale della giustizia sportiva, si continuerà a finire in situazioni assurde come quelle che si sono verificate negli ultimi tre mesi. Inoltre, finché in Italia non avremo almeno dodici, tredici stadi fatti come Dio comanda, non potremo mai essere all’altezza di Inghilterra, Germania e Spagna. Detto questo, è inconcepibile che la Serie A non sia riuscita a esprimere un candidato per la presidenza federale. Adesso è giusto dare credito a Gravina, ma credo che, se avessimo lavorato con più anticipo e coesione, saremmo riusciti a convincere Moratti“.

il patron parla poi di allenatori: “Penso di aver corteggiato più Maran di mia moglie… Rolando è un allenatore completo e solido, gestisce il suo staff come un manager d’azienda. Gli ho fatto firmare un triennale perché ritengo sia l’uomo giusto per la nostra crescita. Fra lui e Carli si è instaurata una bellissima chimica. Zeman? In questi anni ho imparato a puntare oltre che su un allenatore anche su uno staff di livello. Con Zeman volevo dare una scossa dopo 22 anni di Cellino: purtroppo non è andata bene ma ho ancora negli occhi gli 11mila tifosi che erano alla presentazione della squadra”

 

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