Marko Pajac in allenamento

Nel primo scorcio di stagione solo un giocatore di movimento fra i rossoblù non ha mai messo piede in campo: Marko Pajac. Maran ha dato un’opportunità a tutti gli elementi della rosa, perfino Andreolli, con le valigie pronte fino all’inaspettata permanenza, ha avuto la sua occasione da titolare a San Siro.



Ci si è chiesti in queste settimane perché il terzino non sembri rientrare nei piani del tecnico trentino e l’amichevole giocata a Oristano dai rossoblù durante la pausa per la Nazionale sembra aver dato una risposta: Maran ha provato il 3-5-2 e Pajac è stato schierato nell’occasione come esterno di sinistra nel centrocampo a cinque. Non terzino, ma esterno più alto, come Faragò (in campo contemporaneamente al croato) sul lato opposto durante la gestione Lopez.

Arrivato a Cagliari nell’estate 2016 con l’etichetta di trequartista, dopo poche settimane Pajac viene ceduto in prestito al Benevento, dove finisce presto fra le riserve, per poi tornare alla base a fine stagione. Un futuro da oggetto misterioso sembra alle porte, ma arriva un altro prestito a Perugia e la sensazione che la sua carriera in rossoblù sia destinata a un continuo girovagare fino alla scadenza del contratto.
Qualcosa cambia però quando Pajac incontra sulla sua strada Breda, allenatore degli umbri arrivato a Ottobre per sostituire Giunti: da questo momento in poi inizia una nuova vita per il fu trequartista, grazie allo spostamento sulla fascia sinistra del centrocampo a cinque organizzato dal nuovo tecnico dei Grifoni. Da oggetto misterioso Pajac diventa pedina fissa del Perugia e una nuova risorsa per il Cagliari: le sue prestazioni non passano inosservate, grazie alla qualità del suo sinistro e al buon passo sulla fascia, e si attende con fiducia il ritorno in Sardegna. In estate, con l’arrivo di Maran e dei connazionali Srna e Bradaric, Pajac riesce anche a conquistarsi il rinnovo del contratto in scadenza nel 2019. La speranza è di aver trovato l’alternativa perfetta a Lykogiannis, il greco arrivato a gennaio 2018 e con ancora tanto da dimostrare.
Ed è qui che nasce l’equivoco: Pajac è sì un esterno di fascia sinistra, ma pur se ottimo con alle spalle una difesa a tre, per Maran non è ancora pronto come terzino in uno schieramento a quattro. Infatti non è solo la riserva di Lykogiannis, ma con il greco in ritardo di condizione gli viene preferito prima Padoin adattato nel ruolo, poi perfino il suo alter ego dell’altra fascia Faragò.



Come l’ex Novara, infatti, Pajac non sembra garantire copertura difensiva come terzino puro, mentre al contrario è perfetto come esterno offensivo: così viene tenuto in panchina in tutte le otto gare fin qui giocate anche quando un ampio turnover, come a San Siro, lascerebbe ipotizzare altro.
La stagione è lunga e chissà che anche per Pajac non arrivi l’occasione per dimostrare di poter giocare in Serie A come esterno di difesa. Allenamento e duro lavoro sono le chiavi per aprire le porte dell’undici iniziale. Al contrario, la sua unica speranza per non tornare a essere un oggetto misterioso è un cambio modulo al momento non all’orizzonte. Il rombo è stato rifinito, la difesa a quattro appare inscalfibile: tocca a Pajac inserirsi nel puzzle.
Matteo Zizola

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