Tortora festeggia la promozione, osannato dalla tifoseria con tutta la squadra

La Torres è ripiombata nell’incertezza. Tecnica e societaria. L’attesa è rivolta a novità che arrivino dal campo e dalla gestione di un club che si trova all’inizio di una tribolata stagione e non al suo tramonto. Questo acuisce le preoccupazioni di chi trepida da fuori, curioso di capire quali potranno essere gli sviluppi. In altre occasioni i problemi erano esplosi in zona mercato di riparazione, momento sempre caldo per ovvi motivi. Più spesso il trambusto si è scatenato a cavallo tra un campionato e l’altro, un po’ come la scorsa estate con la vicenda del possibile “progetto Latte Dolce” abortito sul nascere per la decisione di Salvatore Sechi di andare avanti da solo.



Una scelta che si sta definendo come sbagliata, alla luce dei risultati e delle parole dello stesso presidente, che usa parole nette e inequivocabili: “La crisi di questa squadra è anche il mio fallimento – dice a La Nuova Sardegna -. La fine di un progetto nel quale avevo creduto ma che invece ha bisogno di essere aggiustato. Quello che è certo, è che non lascerò che la Torres riprecipiti nel pantano dell’Eccellenza”. L’ultima frase dà un po’ di speranza in senso sportivo, ma andrà interpretata e valutata nell’immediato futuro, alla luce delle possibili evoluzioni. Presto i fili tra le realtà sassaresi potrebbero tornare in contatto per riallacciare un discorso non più rimandabile, con Sechi e la Torres non più in posizione forte e paritaria.

Il presidente rossoblù sta capendo che la linea dell’uomo solo al comando, a suo dire più che sufficiente fino alla Serie D, si sta rivelando poco propizia, per usare un eufemismo. Prima la ferma opposizione alla proposta arrivata da via Leoncavallo – almeno in linea teorica molto interessante e meritevole quantomeno di seria valutazione -, poi un calciomercato con ampi poteri (anche) all’allenatore Pino Tortora del quale ci si è presto pentiti. Oggi il focoso tecnico è il bersaglio ovvio e facile, impossibile da cacciare su due piedi e complicato da vedere alla porta tramite sue dimissioni. Occorre dunque trattare per capire il da farsi. Una situazione controversa se si pensa che fino a poco tempo fa il binomio Sechi-Tortora veniva accompagnato da cori trionfali spesso guidati dallo stesso mister. Alle porte, intanto, c’è la trasferta di Ostia dove un gruppo con pesanti falle deve provare a fare punti per dare uno scossone al suo campionato e alla sua classifica. Ma l’attenzione della piazza torresina è, ancora una volta, indirizzata anche (e soprattutto?) a quanto succede tra scrivanie, telefoni e incontri.

Fabio Frongia



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