Antonello Zucchi

Mauro Giorico tira dritto. Recrimina per l’episodio che stavolta è andato contro la sua Arzachena, ma anche per le numerose assenze che interessano la rosa smeraldina da inizio stagione nei suoi punti cardine. E però non cerca troppi alibi, guardando alla sfida di Cuneo, un altro scontro salvezza da non fallire, stavolta in trasferta.



NOTE LIETE E NON – La partita casalinga contro l’Alessandria ha lasciato qualche buona indicazione sull’unità di intenti e la condizione psico-fisica di una squadra che non ha mai mollato, portando avanti il piano partita da battaglia. D’altro canto si è vista un’Arzachena totalmente e soltanto speculativa, che sin dall’inizio ha puntato a non prenderle e a “sviluppare gioco” (volutamente tra virgolette) con dei sistematici lanci lunghi finalizzati a vincere i duelli in zona più avanzata possibile.

POCO CALCIO, TANTI CALCI – Ne è venuta fuori una gara noiosa e brutta per chi la guardava da fuori, più simile a sfide delle basse categorie regionali che ad un match di Serie C. Oggi l’Arzachena non riesce (o non vuole?) provare a produrre calcio, ed è probabile che anche il tecnico – il quale in sala stampa dice più o meno che è difficile fare qualcosa di diverso senza alcune pedine – abbia deciso di puntare una direzione ben precisa. Squadra raccolta, sistemata secondo l’avversario, pronta a sfruttare il calcio piazzato o la palla episodica dalle parti di un Sanna che si sbatte ma ha forzatamente dei limiti.

SINGOLI E REPARTI – La difesa granitica è un dato di fatto, sia guardando i numeri sia le prestazioni, se si esula dal bugiardo 1-5 contro la Carrarese e dalla partita di fatto non giocata in quel di Lucca. Baldan ha fatto ottimamente le veci di Moi, pronto a tornare per formare una coppia di ulteriore garanzia, in un reparto dove gli altri non hanno sin qui tradito. Davanti la penuria è sotto gli occhi di tutti, con Sanna costretto a fare pentole e coperchi e Gatto che ancora fatica a prendere in mano squadra e responsabilità, mentre Taufer nelle vesti di incursore garantisce dinamismo senza qualità. Difficile, così, costruire e ricamare, a maggior ragione senza l’esperienza di Bonacquisti e Nuvoli, quest’ultimo capace di dare strappi e giocate negli ultimi trenta metri. Anche le rotazioni sin qui attuate da Giorico parlano delle poche armi a disposizione. Il tecnico algherese mescola i suoi cambiando volto allo scacchiere, anche e soprattutto in base all’avversario, ma dalla panchina per ora può pescare solo difensori (domenica scorsa Benedini e Pandolfi) o giovani, con l’ormai classica staffetta Manca-Porcheddu. Il primo si sta ben disimpegnando come classico mediano di quantità, il secondo può fornire uno spunto in più, come dimostrato domenica scorsa, quando è stato protagonista del momento migliore dei biancoverdi in cui è però arrivato il colpo del KO.



PARLA ZUCCHI – Tutte considerazioni che il responsabile dell’area tecnica, Antonello Zucchi, fa assieme al tecnico e alla società, in un momento dove i punti iniziano a pesare. “La gara di Cuneo è senza dubbio importante, lo dice la classifica ma anche i valori delle due rose. I piemontesi sono una squadra ostica che ha già battuto l’Olbia e fatto prestazioni degne di nota, ma noi vogliamo vincere e faremo di tutto per prendere tre punti che sono nelle nostre corde. Stiamo bene – aggiunge Zucchi -, siamo pronti a giocarci la gara con le nostre qualità. Il gruppo è compatto, la condizione fisica c’è, altrimenti non avremmo battuto Albissola e Juventus, mettendo in difficoltà l’Alessandria e l’Arezzo. Le assenze? Per noi non sono mai state un alibi e non devono esserlo, anche perché chi è sceso in campo ha sin qui assolto pienamente il suo compito. Contro l’Alessandria ci è stato fatale un episodio, occorre essere più concreti e cinici quando si ha l’occasione. Mister Giorico sa cosa c’è da fare, tutti noi sappiamo quello che è il nostro obiettivo e il tipo di campionato, per cui non siamo minimamente preoccupati. C’è la voglia e la possibilità di fare una grande partita a Cuneo ottenendo tre punti”. 

Fabio Frongia

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