Fiorentina-Cagliari al di là del risultato ha mostrato aspetti interessanti che certificano la crescita dei rossoblù di Rolando Maran, ma che lasciano anche intravedere correttivi sui quali lavorare. Con il vento a farla da padrone, non sono stati tanti gli spunti degni di nota, ma fra questi sicuramente ci sono una fase offensiva nettamente migliorata rispetto al recente passato e amnesie difensive dei singoli da registrare.



Come dimostra il gol del pareggio siglato da Pavoletti, il Cagliari, una volta subito il rigore, ha alzato il proprio baricentro, dimostrando personalità nel portare più uomini nei pressi dell’area avversaria. Joao Pedro supera due viola con una bella giocata e sono ben sette i rossoblù con il corpo proiettato verso la porta di Lafont.

Il Cagliari prepara il gol di Pavoletti

Faragò finalmente spinge senza paura, Pavoletti è vicino all’area di rigore, Castro diventa seconda punta al posto del brasiliano e Barella è pronto ad assecondare un’eventuale palla ai sedici metri. Il resto è tutto nel cross perfetto dell’ex Novara e nel doppio movimento di Pavoloso e del Pata, con il primo che finta la ricerca del centro per poi tagliare sul primo palo e il secondo che occupa lo spazio alle spalle del compagno.

Azione rossoblù sul punteggio di 1-1

La personalità viene confermata dalla voglia di vincere dopo aver raggiunto il pari. Il Cagliari prova ad attaccare gli avversari, così Ionita recupera un lancio avversario grazie alla pressione alta e ancora una volta sono tanti (ben 6) i rossoblù che puntano la porta prendendo in contro tempo Pezzella e compagni. Arriva l’occasione d’oro per Joao Pedro, frutto anche del rombo di Maran, nel quale gli interpreti si scambiano di posizione continuamente e Bradaric funge da equilibratore con licenza di alzare il baricentro.

Il Cagliari pressa alto e recupera palla puntando in fretta la porta avversaria



Non tutto è però rose e fiori: Pisacane si deve immolare per evitare il gol di Simeone, Chiesa manca una facile occasione di testa che rappresenta la copia esatta di quanto succede in chiusura di partita, quando Cragno salva i suoi dalla sconfitta. Faragò è troppo timido nell’accorciare su Biraghi, lasciandogli il tempo per calibrare il cross con calma, Chiesa taglia nel buco non coperto da Ceppitelli, troppo distante dal compagno alla sua destra e troppo vicino a un Pisacane in controllo su Vlahovic.

Una delle situazioni in cui il Cagliari soffre

Cragno sotto pressione nella parte finale del match

Con il Chievo alle porte e in una situazione drammatica di classifica, l’occasione si presenta ghiotta per dare un altro scossone al campionato dei sardi. Continuare con i progressi offensivi e limitare le amnesie di una difesa quasi sempre ben piazzata è la chiave per portare a casa tre punti sulla carta alla portata e sicuramente molto pesanti.

Matteo Zizola

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