Valentina Congia

Tramite il sito ufficiale della Torres femminile, parla uno dei pilastri rossoblù: Valentina Congia. Di seguito l’intervista integrale all’autrice di 3 reti siglate in avvio di stagione, contro Oristano (due gare, tra Coppa Italia e campionato) e Riccione.

Partiamo dall’inizio: come e perché hai iniziato a giocare a calcio?
“Ho iniziato a giocare per strada, ho sempre avuto la passione per il pallone nonostante non sia mai stata influenzata dalla mia famiglia. Ben presto mi sono accorta che il calcio sarebbe stato il mio sport perché quando giocavo a pallavolo prendevo la palla sempre con i piedi, per questo ho chiesto a mia madre di iscrivermi in una società calcistica. La mia prima squadra è stata il Buggerru, ho iniziato a giocare a 5 anni e ci sono rimasta per un totale di 8 anni. In seguito ho militato per un anno a Bindua e l’ultimo anno con i maschietti l’ho disputato ad Iglesias nell’Antas calcio.”



Successivamente è arrivato il calcio femminile: prima squadra e primi campionati nazionali, un salto notevole.
“Assolutamente sì. Con i maschi era molto più semplice perché ero più grande, ero il capitano e tutto sembrava più facile. In pochi mesi sono approdata in una squadra femminile dove ero la più piccola e dovevo misurarmi in un contesto decisamente diverso. È stato difficile ambientarmi ma allo stesso tempo bello e formativo perché avevo delle compagne di squadra che mi hanno aiutata a crescere. La prima squadra femminile è stata il Villacidro all’età di 15 anni, militava in Serie B e ci sono arrivata in seguito ad un provino. Durante la partita mi ha notata l’allenatore Roberto Gorla che mi ha convinta a sposare il progetto e mi ha aiutata a cimentarmi a livello nazionale. Sono rimasta due anni, poi mi sono trasferita all’Oristano perché la squadra era fallita. Ad Oristano sono rimasta un anno poi sono sbarcata alla Torres Femminile.”

Perché hai scelto l’FC Sassari Torres Femminile?
“Sin da piccola ho sempre avuto l’ambizione di vestire la maglia rossoblù e la vedevo come un punto di arrivo perché è sempre stata l’eccellenza in Sardegna. La Torres Femminile mi ha voluta sin da bambina ma sino all’anno scorso non ci sono state le condizioni ideali per il trasferimento a Sassari. L’anno scorso sono arrivata l’11 settembre, dunque a preparazione già iniziata, e ho pagato cara questa scelta soprattutto a livello fisico: mi sono strappata e ho vissuto una stagione molto difficile e complicata. Ci tengo particolarmente a ringraziare la società, il presidente, il mister e tutto l’entourage perché è merito loro se sono ancora qua e se sto ancora giocando a calcio: hanno creduto in me nonostante fossi al 20% dopo l’infortunio e quest’anno vorrei ripagare la loro fiducia disputando una stagione al meglio delle mie potenzialità.”

Che tipo di giocatrice è Valentina Congia?
“Sono una giocatrice molto professionale e mi metto a disposizione del mister e della squadra. Sono ambiziosa e cerco di migliorarmi per puntare sempre al massimo. Tecnicamente, almeno così dicono, sono brava in fase di impostazione e nel lancio lungo e mi diletto sui calci di punizione.”

Ruolo e numero di maglia?
“Difensore centrale, mi piace il numero 3. L’ho preso perché me l’hanno proposto e per Paolo Maldini visto che tifo Milan.”

Obiettivi personali?
“Personalmente sento di dover ripagare la società cercando di migliorarmi sempre di più e di fornire delle ottime prestazioni. Per quanto riguarda la squadra, penso che siamo un gruppo affiatato e questo potrebbe aiutarci a conseguire un obiettivo un po’ più importante della salvezza.”

Il campionato è ormai alle porte e sei stata tra le grandi protagoniste della qualificazione al secondo turno di Coppa Italia. In 2 partite hai segnato 3 reti: ce le racconti?
“Intanto dico che non segnavo addirittura dai tempi dei giovanissimi (sorride, ndr). Nel femminile, tutte le poche reti che ho realizzato sino a questo momento sono arrivate su calcio di punizione. E tra queste, una l’ho realizzata proprio nel ritorno della Coppa Italia. Partendo con ordine, ricordo che all’andata sono entrata in campo con una mentalità diversa rispetto al solito; credo che anche questo aspetto abbia fatto la differenza sia nella prestazione sia nelle reti segnate. La prima è arrivata di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo e l’ho ben indirizzata all’angolino. La seconda è arrivata dopo un’azione personale: ho recuperato palla con un anticipo, in seguito ho dribblato due avversarie e ho scagliato un sinistro molto preciso che si è insaccato sotto la traversa. Il terzo gol è stata una rete di rabbia: la partita non si sbloccava e mi sono sentita di provare qualcosa di molto difficile: il calcio di punizione era oltre i 30 metri e nonostante l’enorme distanza me la sono sentita e ho voluto provarci. Fortunatamente è andata bene e questa rete ci ha permesso di scioglierci definitivamente e di trascinare la squadra verso la vittoria.”

Hai avuto modo di indossare la fascia da capitano della Torres Femminile per la prima volta: quali sono state le impressioni? Eri emozionata?
“Per me è stato un orgoglio indossarla. Premetto che per me un capitano deve esserlo anche senza indossare la fascia. Penso che abbia un ruolo fondamentale all’interno della squadra, dunque in allenamento ma anche fuori dal campo. Mi sono sentita onorata di averla indossata soprattutto perché mi è stata consegnata dalla società, vuol dire che me la sono meritata.”

L’anno scorso (e non solo) hai avuto modo di giocare la Serie B e quest’anno la federazione ha deciso di riformare i campionati con una formula che dovrebbe aiutare a far crescere il movimento, dunque ad aumentare la competizione a livello nazionale. Pensi che sia stata una scelta azzeccata?
“Secondo me è stata una scelta troppo azzardata e troppo drastica. Avrebbero potuto prendere le stesse decisioni ma con delle tempistiche diverse. Penso che sarebbero dovuti essere più elastici per non penalizzare le squadre dal punto di vista economico e organizzativo; penso soprattutto a noi che viviamo su un’isola e per ovvi motivi abbiamo grossi problemi di organizzazione.”

Chi sono stati gli allenatori che hanno inciso sulla tua formazione calcistica?
“Antonello Marongiu dell’Antas calcio, Roberto Gorla e Carlo Cogoni al Villacidro e Tore Arca la scorsa stagione qui alla Torres.”

Idolo di gioventù?
“Gattuso e Inzaghi, nomi inusuali ma non scelti a caso: nonostante non fossero dei fuoriclasse, sono stati dei grandissimi campioni che hanno lavorato duro per ottenere grandissimi risultati sportivi. Poi mi piace nominare sempre più che un idolo, so che lo è stato, quello che per me è un amico: Vittorio Pusceddu. Anche lui di Buggerru, anche lui mancino e orgoglio della zona da cui provengo oltre che ambasciatore di tutta la Sardegna. Sogno che la mia maglia della Torres Femminile sia un giorno appesa accanto alla sua nel mio paese di origine.”

Ci sono delle partite o dei gol che ricordi con particolare piacere?
“Ricordo con piacere un gol segnato al Caprera durante il mio secondo anno al Villacidro. È stato un gran bel gol su calcio di punizione. Ricordo anche un gol all’Inter Femminile, sempre su calcio di punizione e sempre alla stessa maniera, sul primo palo.”



Sogni e ambizioni per il futuro?
“Dal punto di vista calcistico sogno di crescere e di togliermi tante soddisfazioni. Uno dei miei sogni sarebbe quello di vestire la maglia della nazionale. Dal punto di vista personale voglio laurearmi e diventare psicologa, sempre se non mi fanno un contratto a tempo indeterminato al Mc Donald’s (sorride, ndr).”

Una volta conclusa la tua carriera, vorresti rimanere nel mondo del calcio?
“Si, però in un ruolo totalmente nuovo: psicologa sportiva. Mi affascina e credo che possa diventare una figura fondamentale per questo sport in futuro.”

Altre notizie relative

Parejo: “Giulini o Sardara, tirate su il calcio femminile!” L'ex bomber della Torres guarda al passato con rammarico: Cagliari, perché non fai la B?"
UFFICIALE: Torres in C, Budroni: “Peccato…” Il presidente rossoblù commenta dopo l'ufficialità dei gironi con tre sarde (in tre gironi diversi)
Torres femminile in casa Orobica, Arca nuovo DG Si avvia alla conclusione una stagione al di sotto delle attese per il club rossoblù

...e tu cosa ne pensi?

300