Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro

“Bando ad avventurieri e speculatori”, con l’obiettivo di “far tornare il calcio ad essere magnifico”. Queste le parole di Gabriele Gravina, neo-presidente della FIGC, a L’Unione Sarda. “Il calcio deve tornare ad essere centrale – dice – La Nazionale anche di Barella dà segnali incoraggianti, i giovani e le relazioni famigliari e sociali devono essere centrali. I problemi su ricorsi, riammissioni, calendari e campionati incerti sono la punta dell’iceberg”.



Secondo Gravina la priorità è nell’aspetto relativo alle infrastrutture. “Mancano impiati adeguati – dice – Gli stadi che esistono sono fatiscenti, bisogna offrire al pubblico la percezione di poter frequentare luoghi sicuri. Va ordinato il rapporto tra società e curve, con il sottosegretario allo sport Giorgetti abbiamo parlato dell’idea di lavorare assieme per una candidatura dell’Italia per gli Europei 2028, un’opportunità che darebbe l’occasione di creare stadi più moderni e funzionali. Ho riscontrato disponibilità e condivisione”.

Le vacanze a Puntaldia, gli amici tra cui Gianfranco Zola, un’icona come Gigi Riva, un interlocutore come Gianni Cadoni, presidente della FIGC sarda. I legami con la Sardegna per Gravina sono molteplici. “Giulini è un amico, ha intrapreso una strada straordinaria come quella di dotare Cagliari e la Sardegna di un nuovo stadio. Gli consiglio di fare in fretta. Andrò nei territori e ascolterò le esigenze, verrò presto nell’isola e organizzeremo magari un evento importante”.



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