Pavoletti, punto fermo di Maran: i due durante un match | Foto: Zuddas, Fotocronache

È un Rolando Maran soddisfatto che si presenta a fine gara ai microfoni di SKY Sport: “Abbiamo avuto il braccino corto nel finale – ammette -. Il Chievo ha dimostrato che può fare il risultato e non è una squadra facile da affrontare. Dobbiamo sempre cercare di andare forte, non dobbiamo dare fiducia agli avversari. La squadra, comunque, per larghi tratti ha fatto molto bene e ha giocato in maniera esemplare“.



“Pavoletti? Il terminale è sempre importante nella squadra, penso che ci debbano essere sempre dei riferimenti in area di rigore. Lavora molto ed è straordinario in area, lo sta dimostrando da inizio campionato“.

“Voglio sottolineare la prova della squadra, perché ha espresso un gioco propositivo, ma le pause hanno fatto venire fuori i difetti, ma tutto serve per crescere- prosegue in conferenza stampa il tecnico-.In dieci partite abbiamo avuto dieci prestazioni diverse, anche perché chiunque giochi sa mettere a frutto le proprie caratteristiche. Questo aiuta ad avere un assetto sempre equilibrato”.

“Barella sta bene, per il resto quando ci sono gare come queste, con squadre molto chiuse, noi dobbiamo essere capaci di liberare qualche spazio, per poi andare a far male. Siamo partiti forte, ma dobbiamo migliorare la gestione: però sono aspetti comuni a tante squadre, solo le grandissime squadre come la Juve riescono a lavorare al meglio sottoritmo, ma noi dobbiamo avere continuità da questo punto di vista. Castro non mi sorprende affatto, perché potrà essere il nostro valore aggiunto. Chi gioca dietro le punte deve saper dare equilibrio alla squadra”.

Qualche sorriso in meno in casa clivense. Questa l’analisi di Giampiero Ventura: “Il timore è figlio della situazione e delle assenze. Abbiamo perso anche Hetemaj nel riscaldamento. Da qualche parte dobbiamo iniziare per risalire e l’abbiamo fatto nella ripresa mettendo in difficoltà una squadra in salute. Abbiamo avuto la possibilità di pareggiare ma un punto avrebbe cambiato poco alla nostra classifica. Ora servono condizione e organizzazione, non sono facili da recuperare in così poco tempo. La penalizzazione pesa soprattutto ai giocatori. Se non raggiungiamo la salvezza abbiamo la necessità di rifondare viste le difficoltà di questi ultimi due anni”.



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