Giada Sanna

Protagonista nelle prime uscite stagionali della Torres femminile, Giada Sanna si è raccontata tramite i canali ufficiali della squadra rossoblù. “Ho iniziato ad appassionarmi al calcio sin da piccola- spiega il terzino– le domeniche andavo a vedere mio fratello che giocava a San Teodoro e in settimana giocavamo insieme per strada. All’inizio, però, facevo danza, avevo cominciato a praticarla a 4 anni; ero proprio piccola e non immaginavo che nel giro di un paio d’anni avrei dovuto prendere la mia prima decisione importante: i miei, infatti, mi hanno messa a scegliere tra calcio e danza e per istinto ho scelto il calcio. Ho iniziato a San Teodoro a 6 anni e sono rimasta con loro sino ai 13 anni.” 



Poi è arrivato il calcio femminile: anche in questo caso non è stato semplice scegliere.
“A 13 anni ho fatto una scelta ben precisa: volevo migliorarmi e misurarmi in un contesto decisamente superiore rispetto a ciò che stavo affrontando prima. Ho avuto la possibilità di trasferirmi in una squadra femminile ma anche in questo caso ho preso una decisione molto difficile: l’estate precedente al mio trasferimento ho disputato un torneo a Lucca con la Fiorentina grazie al dirigente dell’Olbia Mario Bassi. Mi stavo preparando per trasferirmi in Toscana, poi all’ultimo ho deciso di rimanere in Sardegna.”

Perché hai scelto l’FC Sassari Torres Femminile e non la Fiorentina?
“Ho scelto Sassari perché per me la Torres Femminile rappresentava un punto d’arrivo. Sin da piccola ho sempre sentito in maniera particolare il mito e il blasone che appartiene a questa società. La scelta rossoblù è stata comunque difficile per tanti motivi: in primis per la lontananza dalla famiglia e in secondo luogo perché dire no alla Fiorentina non è stato affatto semplice.”

Che tipo di giocatrice è Giada Sanna?
“Grintosa, polivalente e disponibile alla causa: mi metto al servizio dell’allenatore e della compagne e do tutta me stessa per ottenere l’obiettivo che ci siamo prefissate.”

Ruolo e numero di maglia?
“Terzino, all’occorrenza esterno. Numero di maglia? Il 4 in onore di Javier Zanetti. ”

Obiettivi personali? 
“Quest’anno siamo una bella squadra e tutte ci siamo prefissate un unico obiettivo: dimostrare quanto valiamo e vincere. Vogliamo rifarci dopo aver disputato la scorsa stagione al di sotto nelle nostre possibilità.”

Oltre ai campionati nazionali hai avuto modo di disputare anche un Torneo delle Regioni.
“È vero, sono stata con la rappresentativa due anni fa in Trentino con la categoria Under 23. L’esperienza è stata formativa e significativa, mi ha dato modo di conoscere altre realtà che ho ritrovato durante i miei anni alla Torres Femminile.”

L’anno scorso (e non solo) hai avuto modo di giocare la Serie B e quest’anno la federazione ha deciso di riformare i campionati con una formula che dovrebbe aiutare a far crescere il movimento, dunque ad aumentare la competizione a livello nazionale. Pensi che sia stata una scelta azzeccata?
“Secondo me sì perché questo campionato ci permetterà di crescere con maggior serenità. La competitività, in generale, dovrebbe aumentare in tutte le categorie ma allo stesso tempo credo che le squadre che affronteremo in questo girone saranno più o meno sullo stesso livello.”

Idolo di gioventù?
“Javier Zanetti, sia perché sono interista sia perché da giocatore era una bomba: tecnicamente molto bravo e devastante nel dribbling, prendeva palla e scartava tutti senza perderla mai.”

Ci sono delle partite o dei gol che ricordi con particolare piacere?
“Nella scorsa stagione, sul campo di Usini, ho segnato contro il Marcon e abbiamo vinto 2-1. Lo ricordo perché ho segnato il goal della vittoria ed è stato anche bello (tiro ad incrociare sul secondo palo). Inoltre, sempre l’anno scorso, cito un derby contro l’Oristano: avevamo giocato in trasferta e la ricordo particolarmente perché avevo dato tutto.”

Sogni e ambizioni per il futuro?
“Ho un sogno legato alla vita lavorativa: mi piacerebbe lavorare nella ristorazione a Londra.”

Una volta conclusa la tua carriera, vorresti rimanere nel mondo del calcio? 
“Non nego che un giorno mi piacerebbe allenare ma in questo momento penso a giocare e sistemarmi con un lavoro. In futuro chissà, non posso escluderlo.”



Altre notizie relative

Calcio Donne, primo punto per Oristano Sconfitta per il Caprera con Pinerolo
Torres, Mayla Cocco si racconta Le parole della centrocampista rossoblù
Calcio Donne: pari Caprera, brusco stop Torres Rinviata la gara dell'Atletico Oristano

...e tu cosa ne pensi?

300