Fabio Salis (a destra) e Marco Demontis (a sinistra) posano col navigatore di Sebastian Loeb, Daniel Elena

Il mondiale rally 2018 è senz’altro il più incerto degli ultimi anni con il francese Ogier e il belga Neuville divisi da appena tre punti prima dell’ultimo appuntamento in Australia. La penultima tappa del Rally di Catalunya ha seguito il canovaccio del campionato, con una gara incerta e ricca di colpi di scena che ha visto sua Maestà Sebastian Loeb trionfare insieme al fido Daniel Elena sulla Citroen DS3 WRC.



Una quattro giorni clamorosa quella vissuta in Spagna a cui hanno preso parte anche due navigatori sardi, Fabio Salis e Marco Demontis. Il primo ha corso in coppia con Fabrizio Arengi Bentivoglio su una Peugeot 208 R5, stessa vettura utilizzata nella tappa mondiale in Sardegna a giugno. Per loro è arrivata la pedana finale in 46ª posizione in un rally durissimo, caratterizzato dal maltempo e dalle condizioni mutevoli del fondo stradale. Hanno fatto appena meglio (45ª piazza) il copilota di Santa Maria Coghinas e Paolo Raviglione su una Ford Fiesta R2: l’ormai consolidato equipaggio, protagonista di alcuni rally storici in giro per l’Italia in passato, non può che essere soddisfatto di aver tagliato il traguardo con la piccola, ma affidabile vettura dell’Ovale Blu in un rally mondiale. Abbiamo chiesto ai due navigatori isolani una testimonianza della tappa catalana, rally tra i più sentiti e difficili del campionato del mondo.

Arengi Bentivoglio e Salis sul palco finale

Fabio Salis: “Innanzitutto sono contento di avervi partecipato. Questa gara ha un fascino particolare che da sempre mi ha attirato, pur sapendo delle difficoltà che avremmo incontrato nel percorso. Il Catalunya infatti, è un Rally unico nel suo genere perché è l’unica gara del mondiale WRC che si corre su superficie mista (terra e asfalto) e alla fine della giornata del venerdì i meccanici devono cambiare l’intero set-up della vettura (sospensioni, freni e differenziali) il tutto in 75 minuti, tempo nel quale sono incluse anche le eventuali riparazioni. Per noi l’inizio non è stato facile perché c’è stato un problema al cambio, fortunatamente è avvenuto nella speciale di apertura e ciò ci ha consentito di ripartire il giorno seguente, seppur con 10 minuti di penalità. La prima giornata sulla terra è stata molto impegnativa perché senza alcun test né shakedown che non era previsto per i privati. Non era facile riprendere i meccanismi dopo 4 mesi, ma soprattutto la tappa era molto lunga e abbiamo terminato col buio: infatti prima dell’ultima prova abbiamo dovuto montarci noi i fari supplementari che avevamo a bordo. Il giorno seguente abbiamo dovuto affrontare velocissime prove su asfalto reso oltretutto viscido dalla pioggia e dal tanto fango riportato in strada nei tagli di curva; è stato molto difficile, sopratutto se non si è mai corso in quelle condizioni e con una macchina molto professionale come la nostra Peugeot 208 R5. L’ultimo giorno è andata un po’ meglio, soprattutto al secondo giro quando era asciutto, peccato che ormai la gara stava per terminare. Alla fine concludo con un ringraziamento al mio pilota per la fiducia, agli amici che ci hanno dato una mano e al nostro team. E’ stata un’avventura fantastica e molto positiva, stare al contatto con i migliori al mondo è sempre un grande onore e l’esperienza accumulata in gare di questo tipo tornerà come sempre parecchio utile in futuro. Ho corso parecchie volte all’estero ma stavolta è stato ancora più bello perché è stata un’esperienza condivisa anche con Marco Demontis, un mio caro amico”.  



Demontis e Raviglione sulla pedana finale

Marco Demontis: “È stata una bellissima esperienza! Ho corso con Paolo Raviglione: eravamo alla nona gara assieme e con lui ormai c’è un gran bel feeling, sia dentro che fuori dalla macchina. Questo è importante perché in una gara del mondiale si sta una settimana intera sempre assieme, ci siamo divertiti e ci siamo fatti tante belle risate. In questa avventura siamo stati affiancati dal team Rally Sport Evolution, composto da persone in gamba e competenti, che ci hanno messo a disposizione una macchina che è stata praticamente perfetta dall’inizio alla fine!
La gara è stata tostissima, come è giusto che siano le gare del WRC, la massima espressione dei rally, con in più la variabile del cambio di fondo. Si iniziava infatti venerdì con le prove su terra (di cui una di quasi 40 km da fare in notturna e che comprendeva anche una decina di km su asfalto) proseguendo poi gli altri due giorni con l’asfalto e con delle prove velocissime, con tagli da paura, dove si entrava dentro con tutta la macchina, anche perché l’alternativa era passare sullo sporco tirato fuori dalle prime macchine, una cosa non proprio consigliabile!
Insomma, non era facile. Ma siamo stati bravi a non commettere errori e tenendo un passo costante siamo riusciti a finire la gara. Una gara selettiva e provante, ma allo stesso tempo molto molto formativa. Queste esperienze insegnano tanto e auguro a tutti gli amici navigatori che si impegnano a far bene in questo sport di poterne fare qualcuna un giorno!”. 

Matteo Porcu

 

 

Altre notizie relative

Demontis e Salis navigano nel WRC I due copiloti sardi correranno in Spagna
Rally Italia Sardegna 2018 bellissimo, ma… La tappa italiana potrebbe andare via dall'Isola
RIS 2018, Neuville di un soffio su Ogier Il belga completa la rimonta nel Day3

...e tu cosa ne pensi?

300