Tortora festeggia la promozione, osannato dalla tifoseria con tutta la squadra

L’avventura sulla panchina della Torres è naufragata da appena una settimana con la sconfitta di Ostia. Pino Tortora ha “svuotato l’armadietto” ed è pronto per varcare nuovamente il Tirreno in cerca di un nuovo ingaggio. Intervistato da “La Nuova Sardegna” l’ex allenatore rossoblù ha voluto ringraziare la città e i tifosi: “Ci hanno seguito con passione e ci hanno lasciato lavorare con serenità. Il mio capitolo sassarese si chiude prima del previsto ma lascio con la consapevolezza di essere uno dei dodici o tredici allenatori che sono riusciti a vincere un campionato sulla panchina della squadra rossoblù nei suoi 115 anni di storia”.



Non mancano i ringraziamenti al presidente Salvatore Sechi: “Mi ha dato una grande opportunità e la fiducia non è mai venuta meno. Il patron è una della persone più serie con le quali ho lavorato. Un uomo appassionato del pallone e della Torres che ha fatto tanto per la sua squadra. Per questo dico alla gente di non lasciarlo solo e di continuare a seguire i rossoblù con l’affetto di sempre. La scelta del cambio in panchina è stata condivisa. Col presidente c’è un rapporto di amicizia e di stima ed è bastato guardarci negli occhi per capire che era necessario dare una scossa all’ambiente. Detto questo il mio rapporto con Salvatore Sechi e con i ragazzi resterà quello di sempre”.

Sui giocatori: “Lo scorso anno abbiamo davvero fatto un miracolo riuscendo prima a centrare i playoff e poi una promozione che resterà nella storia del club. Quest’anno le cose sono andate come sapete ma io ho la certezza di lasciare da vincente”.

Tutto è precipitato dopo la gara  casalinga con la Vis Artena: “Mi hanno colpito perché i tifosi sapevano che questo sarebbe stato un anno di transizione e qualche sconfitta era da mettere nel conto. Credo che i fischi, o almeno una parte, arrivino da più lontano, alle vicende di questa estate. Ma non voglio farmi trascinare in polemiche che non mi appartengono. Voglio che la Torres rimanga un ricordo bello e pulito. Sono riuscito a portare 4 mila persone al Vanni Sanna. Spero ci riesca anche il mio successore. Lo dico non per piaggeria ma per il bene che voglio alla Torres”.



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