Fabio Aru e il “Trofeo senza Fine” del Giro d’Italia

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il villacidrese Fabio Aru ha parlato del prossimo Giro d’Italia che partirà da Bologna l’11 maggio con la cronoscalata del San Luca: “Non sarà da prendere sottogamba fin da subito, è un attimo perdere un minuto e non sarebbe l’ideale per cominciare. Mi piace ci sia una partenza esigente, cercare la condizione in corsa è un’arma a doppio taglio perché rischi di accumulare fatica nei primi giorni”. 



“Al Giro  non c’è mai un giorno facile– aggiunge il sardo- la cartina potrebbe ingannare e ci sono corridori che possono rendere dura una giornata tranquilla. Ci sono cinque giorni in salita da studiare con calma, le salite sono mitiche: la tappa con 5700 metri di dislivello (con Gavia, Presolana e Mortirolo ndr) è tremenda, basta questo per rendere duro il Giro, poi arriva dopo il giorno di riposo”.

Il Cavaliere dei Quattro Mori si trova  ora in vacanza alle Seychelles: “Ci voleva un po’ di relax assoluto per la mente e per il corpo. Potrei partire dall’Argentina nel 2019 (la corsa a tappe di San Juan a metà gennaio ndr), ma ancora non ne abbiamo parlato in squadra. Ora nella UAE è arrivato anche Gaviria, un bravo ragazzo e un velocista molto forte che ci porterà molti punti e ci toglierà alcune pressioni”. Aru è reduce dal training camp col team degli Emirati: “Mi hanno colpito la moschea e l’alba nel deserto, il colore del cielo era rosa…”. 

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