15-09-2018 Basket, Amichevoli, 2018-19, Cagliari, PalaPirastu. Foto Gianluca Zuddas/Agenzia Fotocronache.it. Nella foto: Stefano Sardara

Ospite nella sede de La Nuova Sardegna per una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, e quello dell’Olbia, Alessandro Marino, il patron della Dinamo Sassari Stefano Sardara ha commentato così all’indomani della sconfitta con la Vanoli Cremona: “Dispiace per la sconfitta di ieri, avevamo iniziato molto bene e avremmo potuto cambiare l’inerzia di una stagione in cui Milano sta giocando un altro sport. Complimenti a Meo e a Cremona, per noi è il momento di andare avanti, pensiamo già alla coppa col Leicester e a Venezia”.



Sul rapporto con Cagliari: “Non c’è un rapporto conflittuale tra le due città sul basket. Il problema sta nel fatto che a Sassari abbiamo iniziato prima con un settore giovanile, e abbiamo pensato di costruire la nostra academy a Cagliari, in una piazza che ci ha sempre accolto benissimo. È stata vissuta come se fosse una filiale, non come una squadra che può crescere autonomamente, e che lo diventerà sempre più se passerà in Lega il progetto Next Generation (una sorta di primavera del calcio ndr) che ci costringerà a riprendere i nostri giovani. L’Academy ci aiuta a costruire i giocatori in casa, soprattutto gli italiani, che sono come i panda ovvero molto rari e da preservare”.

“Cosa toglierei a Giulini? A Tommaso ruberei il coraggio e l’amore che ha per il suo progetto. Il suo è un impegno quotidiano su un progetto che ora sta spiccando il volo. In generale tutti noi stiamo cercando di trasformare le nostre società sportive in azienda e questo significa creare una mentalità, non creare reddito. Abbiano un progetto condiviso col Cagliari che sta nascendo, il campanilismo aziendale non esiste”.

Sull’importanza delle coppe europee: “Senza le coppe non si cresce, al di là della loro importanza. Abbiamo un modello professionale che seguiamo da tempo e per noi è importante anche per le comunità dei sardi disseminate all’estero ma anche in Italia”.

In chiusura un appello ai tifosi: “Sanno che lavoriamo ogni giorno, abbiamo conosciuto in passato le vittorie e vorremo riassaporarle. Lo staff sta lavorando bene, ma ogni tanto i passi falsi ci sono. Milano fa un altro sport, ma anche l’anno del nostro scudetto e in quello di Venezia lo faceva. Il basket a volte riserva sorprese. L’obiettivo rimane quello di riprovare certe gioie insieme ai tifosi”.


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