Un’esultanza dell’Arzachena

Cronaca e tabellino di Arzachena-Olbia 1-0

Le parole di Giorico e Fresi

Le parole di La Rosa

Le parole di Filippi

Ruzittu 6.5 – Molto attento, non trema nell’assalto finale e mette la sua firma sui tre punti.

Benedini 6 – Di riffa e di raffa limita il temibile trio avversario che gli si para davanti. (55′ Moi 6 – Anche se non al meglio, la sua presenza è fondamentale per cementare il muro biancoverde)

Baldan 6 – Guida bene un reparto che di fronte aveva alcuni dei clienti più ostici.

Busatto 6 – Non brilla per estetica ma, salvo alcuni sprint dove paga dazio, porta a casa la pagnotta.

Arboleda 6.5 – Spinge bene sin dall’avvio, ma sopratutto supporta costantemente la folta retroguardia laddove gioca spesso lo spauracchio Ragatzu.



Manca 6 – Non ha licenza di ricamare, combatte come sempre (55′ Pandolfi 6.5 – Raramente tradisce, entra nel momento decisivo e il suo peso a destra si fa sentire)

La Rosa 7 – Match-winner con il suo piede che da fermo si conferma dolce, ancor di più se di derby si tratta. Giorico lo conferma nelle vesti di difensore aggiunto-frangiflutti, lui fa il suo e poi cesella tutto con la gemma su punizione. Le sue parole in sala stampa

Casini 6 – Leader del collettivo, tampona e prova a dare un minimo di raziocinio al sempre speculativo gioco smeraldino.

Trillò 6.5 – Calcia per primo in porta, poi combatte bene in una zona dove il trio Pinna-Vallocchia-Ceter lo mette alla prova.

Gatto 5.5 – Vivacchia sulla trequarti in attesa della palla giusta, aiuta in fase di non possesso. (55′ Ruzzittu 6 – Non fa mai mancare il grande, generoso e a volte disordinato dinamismo che preoccupa le difese)

Sanna 6 – Ha il merito di tenere in apprensione la difesa avversaria, si conferma poco cinico in un momento di non grande ispirazione.

Allenatore: Mauro Giorico 6.5 – In campo va la versione migliore dell’Arzachena, quella attenta e combattiva, che alla fine sfrutta l’episodio su calcio piazzato come nelle precedenti due vittorie. Niente di nuovo sotto il sole, che stavolta splende eccome. Le sue parole in sala stampa con il vice Fresi

OLBIA 

Marson 5.5 – Un paio di buoni interventi, ma è colpevole sul gol di La Rosa perché il tiro non è angolatissimo.

Pinna 5.5 – Volitivo ma meno pimpante e penetrante del solito, non va oltre qualche cross estemporaneo.

Bellodi 6.5 – Altra prestazione pulita, che ne fa un punto fermo assoluto.

Iotti 6.5 – Guardiano attento, l’Arzachena punge solo su palle sporche.

Cotali 5 – Non presentissimo in avanti, buon per lui che l’Arzachena spinga poco e mal volentieri sugli esterni, continua a sbagliare tanto con la palla al piede e la catena mancina non funziona.



Vallocchia 5.5 – Manca il guizzo per rendere multicolore la solita prestazione di quantità. (85′ Biancu SV – Pochi minuti per la vana speranza finale)

Muroni 5.5 – Cerca di ordinare una manovra che risente del carattere scorbutico del match, provoca la punizione che decide la partita con un intervento evitabile.

Pennington 5 – Combatte ma non incide, da quella parte l’Olbia soffre e produce poco. (65′ Calamai 6 – Filippi lo inserisce per dare verve e puntiglio ad una squadra appena stordita dal gol, le cose migliorano leggermente grazie alla sua sagacia ed esperienza)

Senesi 6 – Sua la gemma da lontanissimo che rischia di diventare vantaggio olbiese, ad inizio ripresa, per il resto fatica a districarsi nel traffico organizzato dall’Arzachena. (70′ Ogunseye 5.5 – Non cambia le sorti del match nell’assalto olbiese dell’ultimo scorcio di gara)

Ragatzu 5.5 – Lunga ricerca della zona giusta dove inventare, ma viene murato bene.

Ceter 5.5 – Pericolo numero uno, non gli vengono concessi spazi o appoggi per mettersi in moto.

Allenatore: Michele Filippi 5 – L’Olbia da vorrei ma non posso si conferma a disagio contro quegli avversari che distruggono più che creare. Lui (che si prende le responsabilità in sala stampa) predica un pregevole credo calcistico che non si cura di chi si ha davanti, ma molti indizi fanno una prova e c’è il rischio che tante squadre capiscano come inibire la frizzante Olbia vista contro Carrarese e Arezzo. Dopo tre anni di lavoro, una squadra matura dovrebbe essere in grado di affrontare meglio una partita del genere della quale si conosceva tutto o quasi.

Fabio Frongia



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