Mariani, il Cagliari e la Juventus nella sfida del 3 novembre 2018

Quando si incontrano Cagliari e Juventus il VAR diventa quasi sempre protagonista. Due stagioni fa proprio a Torino ci fu l’esordio della tecnologia nel calcio italiano, con Farias che sbagliò il primo rigore “tecnologico” nella storia della Seria A.

Altra stagione, altra polemica: il famoso braccio largo di Bernardeschi è ormai storia, Calvarese non verificò nemmeno l’azione e al VAR Banti non fu coinvolto in quello che diventò un vero e proprio caso da manuale.

Sabato scorso ecco che l’assistente video è tornato alla ribalta nello scontro fra i sardi e i bianconeri.



Il gol del vantaggio di Dybala nasce da una posizione dubbia e dopo più di tre minuti di cosiddetto silent check la rete viene convalidata. La discussione verte sui centimetri: proiezioni, lavoro di fino e una tecnologia definita infallibile che impiega troppo tempo per dare la propria sentenza.

Che fosse fuorigioco o meno, è impensabile che il VAR impieghi più di tre minuti per elaborare delle immagini che dovrebbero essere se non automatiche, sicuramente più veloci. La dietrologia, così, ha campo libero. Prima del pareggio siglato da Joao Pedro ecco un altro episodio da VAR: Benatia prima colpisce con la testa, poi la palla carambola sulla sua mano. Dopo vibranti proteste rossoblù Mariani decide di andare a rivedere l’azione e conferma: fallo involontario. Solo un cambio della regola può risolvere questi dubbi: togliere la discrezionalità per evitare discussioni. Ancora una volta però i tempi sono stati troppo lunghi.

In chiusura di primo tempo arriva il presunto fallo da rigore di Bradaric. Il croato ha controllato con la spalla o con il braccio? Lasciando da parte la risposta, è il come che ancora una volta stona: Mariani non ferma l’azione e solo dopo più di tre minuti di gioco finalmente l’arbitro va a rivedere l’azione. Sarebbe potuto succedere di tutto nel frattempo, il poco polso del direttore di gara in questo caso risulta il vero problema. Il VAR, dunque, invece che spegnere le polemiche le alimenta, non tanto perché inutile, anzi, ma piuttosto perché gestito da uomini e affidato come sempre alla discrezionalità di un regolamento che lascia porte aperte alle decisioni più diverse.



La dietrologia che prende il sopravvento sul gioco: il Cagliari ha fatto benissimo a Torino, ma purtroppo il tutto è passato in secondo piano di fronte a polemiche che sono apparse quasi forzate.

Matteo Zizola

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