Filippo Tortu

Giornata torinese per Filippo Tortu, ospite nella sede di Tuttosport e poi sugli spalti dell’Allianz Stadium per vedere Juventus-Manchester United, con tanto di beffa per i bianconeri. “Per me questo è il momento migliore per vedere il grande calcio dal vivo, non avendo impegni agonistici”, racconta il ventenne velocista sardo-brianzolo. Il quale ha in programma un altro viaggio “calcistico” mica da ridere. “Andrò in Argentina e vedrò la finale di Coppa Libertadores tra Boca Juniors e River Plate, per me vedere una partita dei Millionarios è una delle dieci cose da fare nella vita”.



Un po’ di relax pensando al 2019 in pista. “Inizierò a febbraio in Germania, correrò un 60 indoor o a Berlino (1 febbraio, ndr) o a Karlsruhe (2 febbraio, ndr). All’aperto, invece, la prima gara sarà in Giappone, per i Mondiali di staffetta”. Tortu, come già fatto in altre occasioni, afferma di non avere rimpianti per come sono andati gli Europei di Berlino e guarda avanti, tra allenamenti e svago. “Mi piacerebbe sfidare Cristiano Ronaldo in una gara di velocità, magari dovremmo trovare una distanza che vada bene a entrambi, oppure sui 100 potrei concedergli un vantaggio. Ammiro le doti atletiche di calciatori come lui, ma correre è un’altra cosa. Penso che potrei batterlo anche in un test di salto in elevazione. Anzi – aggiunge – se Ronaldo mi batte smetto di fare atletica”.

Guai, però, a pensare di imitare Usain Bolt (tifoso del Manchester United, tra l’altro) nell’esperienza calcistica. “Con i miei piedi il pallone potrebbe finire ovunque, Bolt aveva un sogno e ha fatto bene a provarci, anche se di provino in provino è finito in Australia. Non deve dimostrare nulla: è il più grande di sempre”. Il nuovo fenomeno pare essere Lyles. “Ha un anno più di me e ha fatto cose sensazionali, non so se batterà i primati di Bolt ma è sulla buona strada. Il fatto che due anni fa gli sia arrivato molto vicino mi dà molta carica”, ricorda pensando ai Mondiali Jr dove il sardo fu d’argento.



Il calendario all’aperto della stagione di Tortu non è ancora definito, anche se – conferma – “di sicuro gareggerò di più in Diamond League” perché “sono curioso di mettermi alla prova anche nei grandi meeting all’estero”. Una tappa in testa: “Montecarlo. Voglio andarci anche perché avrei dovuto correre i 200 nel 2018 ma ero troppo scarico dopo i 9’99” di Madrid e mi è dispiaciuto rinunciarci”. Nel mirino c’è il record sui 200 di Pietro Mennea. “Credo che rimarrà imbattuto ancora per un po’ quel 19”72, sicuramente mi aspetto progressi importanti sui 200 – dice – E’ un traguardo difficile, un po’ come la Champions League per la Juventus, ma sono entrambi possibili. Sarei felice se nel 2019 dovessi correre i 200 regolarmente tra 20”10 e 20”15″.

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