Andrea Mura a bordo di Vento di Sardegna

E’ partita lo scorso 4 novembre da St. Malo (arrivo a Guadalupa dopo 3542 miglia, 6560 chilometri) la Route du Rhum, la regina delle regate transoceaniche in solitario. Condizioni proibitive e polemiche, ma si regata e non mancano i salvataggi in extremis. Oltre 35 imbarcazioni sono rientrate nella costa francese, ad acuire malumori e polemiche attorno all’organizzazione.



Andrea Mura attacca. “Questa è una regata per professionisti, non per gladiatori – dice – Che senso ha avere dato la partenza? Siamo partiti, ho attraversato la tempesta terribile non tanto per l’altezza delle onde ma perché potenti e incrociate, venivano da tutte le parti. Quando ne sono uscito mi sono accorto che non avrei potuto più scaricare le carte meteo, né telefonare perché l’antenna satellitare si era rotta. Senza questi strumenti non si sarebbe più trattato di partecipare a una regata ma a una avventura pericolosa. Quindi ho dovuto scegliere mio malgrado di rinunciare, nonostante fossi in seconda posizione con buone possibilità di acchiappare il primo”.

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