Achille Polonara (foto: Zuddas | Fotocronache)

 

Dinamo sconfitta di 3 dall’Umana Venezia: 83-86 al termine di una partita intensa e ben giocata da entrambe le formazioni. Ecco i nostri giudizi, il tabellino e il report del match.

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Spissu 6 – viene chiamato in campo per dare fiato a Smith, fa il suo in modo ordinato e distribuendo 3 assist. Da capire se lo scarso impiego sia ancora per motivi fisici o scelte tecniche.

Smith – soffre a livello difensivo Haynes, che nel terzo quarto suona la carica dei veneziani. Cerca di gestire in modo intelligente la distribuzione della palla in attacco, ma a va a corrente alternata e sembra ancora un lontano parente di quello visto a Cantù la scorsa stagione.

Bamforth 6.5 – anche in una serata in cui la mano è piuttosto fredda (20% da 2 e 50% da 3) trova il modo per suonare la carica ai compagni nel momento in cui Venezia pensava d’aver chiuso la partita inventando due triple che riportano il punteggio quasi in equilibrio.



Petteway 6.5 – mattatore: non trema mai quando i compagni gli assegnano la palla nei momenti più complicati e risponde con 16 punti. A volte, tuttavia, manca di lucidità per la voglia di strafare.

Devecchi sv – poco più di un minuto in campo per lui.

Magro sv – pochi minuti per lui nelle rotazioni. Di suo non incide provando a ricamarsi più minutaggio.

Pierre sv – poco in campo e senza trovare il ritmo del match.

Gentile 5.5 – propositivo ma anche arruffone, non sembra ancora entrato nei meccanismi del coach.

Thomas 5.5 – non sempre nel vivo del match, offre lampi in cui spiega perché vale la pena di attendere la sua miglior versione.

Polonara 6.5 – tanta quantità e qualità per lui, che fa sentire i suoi centimetri da entrambi i lati del campo sfruttandoli al meglio. Chiude con 15 punti e, probabilmente, la migliore uscita stagionale. Ultimo ad arrendersi.



Diop sv – poche azioni in campo per lui.

Cooley 6.5 – alcuni movimenti in post-basso andrebbero osservati in loop per coglierne ogni dettaglio. Centro concreto che sa come farsi sentire sotto le plance, recita 12 punti e 7 assist.

Coach Esposito 6 – imposta la partita sull’intensità difensiva per limitare uno degli attacchi più forti del campionato e ottiene ottime risposte dai suoi nonostante la sconfitta finale. Non aver perso la bussola nel momento di difficoltà è un ottimo segnale.

Dinamo Sassari-Umana Venezia 83-86 (23-11, 40-33, 60-62)

Dinamo Sassari: Spissu 2, Smith 12, Bamforth 15, Petteway 16, Devecchi 0, Magro 1, Pierre 0, Gentile 6, Thomas 4, Polonara 15, Diop 0, Cooley 12. Coach Esposito.
Umana Reyer Venezia: Haynes 15, Stone 0, Bramos 13, Tonut 7, Daye 21, De Nicolao 3, Vidmar 6, Jerkovic 0, Biligha 2, Giuri 0, Cerella 7, Watt 10. Coach De Raffaele

La gara. Nel primo quarto Venezia fatica a trovare il canestro mentre i padroni di casa si dimostrano subito concreti grazie a Cooley e Petteway. Dall’altra parte la Reyer non trova la quadra e anzi continua a tirare in modo decisamente impreciso. La prestazione dei veneti si rispecchia nella partita di Julyan Stone: il playmaker più alto del nostro campionato porta a casa un paio di assist pregevoli ma commette anche due falli che ne condizionano l’impiego. Il periodo si chiude 23-11, un risultato confortevole ma è troppo presto per considerare spacciata una squadra come Venezia, nonostante un Banco che nel secondo parziale tenta di riprendere il discorso avviato nel primo. A metà quarto un mancato fallo fischiato su Bamforth si traduce in un contropiede di Tonut concluso con un 2+1 e tecnico al giocatore del New Mexico. La partita sembra riaperta con gli ospiti a -5. È una Reyer più precisa da due quella vista nel secondo quarto, ma la Dinamo tiene botta e resta davanti anche grazie a Smith abbastanza ispirato che chiude i primi 20 minuti con 7 punti e 3 assist. Il parziale riserva anche una nota di colore: la “bomba” del coach che spara da tre su una stoppata irregolare di Widmer. Bella stilisticamente ma utile solo ai fotografi. Più importante il gioco a due con cui Spissu mette Cooley in condizione di segnare i due punti che sanciscono il 40-33 di fine primo tempo.



Padroni di casa distratti all’inizio del terzo quarto e Venezia decisamente più viva. Daye sinora incartato inizia a mettere triple, ma tocca all’ex di turno Marquez Haynes portare avanti gli ospiti a poco più di tre minuti dalla fine del quarto. È l’inizio di una sequela di punti cui la Dinamo risponde colpo su colpo, ma non basta: il terzo periodo si chiude 60-62. Nell’ultimo parziale Polonara prova a suonare la carica tirando giù rimbalzi offensivi e segnando punti importanti che tengono il Banco in partita. Tuttavia si vede che la musica è cambiata, così come l’inerzia della partita che pende tutta dalla parte veneta. Una tripla di Bamforth a 3 minuti e mezzo dalla fine sembra risvegliare la Dinamo che riavvicina a -3, ma un paio di disattenzioni difensive riportano Venezia a +8. Servono due magie della guardia statunitense per riaccendere le speranze sassaresi: Bamforth mette a segno due triple anche se nel conto manca un fallo sull’ultimo tiro abbastanza evidente che sull’83-84 avrebbe consentito a Sassari di tirare il libero per il pari a 6 secondi dalla fine del tempo regolamentare. Recriminare, tuttavia, serve a poco. Finisce 83-86 per Venezia, trascinata nel secondo tempo da un super Austin Daye autore di 21 punti.

La partita odierna al Palaserradimigni ha mostrato che la Dinamo può giocarsela con una delle squadre più forti di questo campionato anche se manca ancora qualcosa alla squadra di coach Esposito. Una gestione più sapiente di alcuni possessi offensivi, abbinata a una difesa più attenta – soprattutto nel momento in cui i migliori attaccanti avversari si accendono – potrebbero essere i primi passi per colmare questo gap.

 

Lello Stelletti

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