Tifosi sardi sventolano i Quattro Mori

Poco più di un mese fa ci eravamo lasciati con una speranza, oggi ci ritroviamo con qualche passo avanti e molte certezze in più: ci riferiamo alla Natzionale Sarda e alla sua repentina crescita delle ultime settimane. Qualche tempo fa, infatti, commentavamo la notizia della richiesta inoltrata dalla Corsica alla FIFA circa l’affiliazione della loro rappresentativa, chiedendoci quando anche la Sardegna avrebbe deciso di intraprendere una strada simile.



E se l’adesione alla CONIFA da parte della FINS era ancora notizia ufficiosa, nebulosa e a conoscenza solo di pochi eletti, è bastata qualche settimana perché la nascente rappresentativa sarda balzasse agli onori della cronaca italiana. Dopo qualche commento poco interessante e considerazioni fin troppo prevedibili, su cui si può serenamente soprassedere, la questione è tornata tra le mura di casa e sono stati resi noti i nomi di chi si occuperà in prima persona di gettare le fondamenta del progetto, presentando (anche abbastanza a sorpresa) una sfilza di veri e propri “top player” a marca isolana. A cominciare da Vittorio Sanna nel ruolo di direttore generale, che seppur relativamente poco può dare dal punto di vista tecnico (per sua stessa ammissione), sicuramente tanto può fare per quel che riguarda comunicazione e risonanza mediatica. Un punto di riferimento per tante persone, senza alcun dubbio uno dei giornalisti sportivi più influenti in Sardegna.

Tuttavia il reale colpo ad effetto è arrivato nel momento in cui si è annunciato il CT, quel Bernardo Mereu che per mille motivi è il nome giusto al momento giusto. Perché nessuno lo merita quanto lui dopo un’intera carriera spesa sull’isola, perché è attualmente un dipendente del Cagliari e il coinvolgimento (fin qui ancora indiretto) della squadra più importante della Sardegna è oro colato, perché è una figura che è sinonimo di serietà e sicurezza. La Natzionale Sarda sta prendendo forma e lo sta facendo avvalendosi della collaborazione dei suoi gioielli più preziosi, una menzione anche per chi si sta occupando della comunicazione sui social, fin qui da 10 e lode: convince la scelta dei post in tre lingue con la sequenza sardo-inglese-italiano non certamente casuale. La qualità, quando si porta avanti un’iniziativa di tale portata, deve essere alta in tutti i campi senza eccezioni.

Hanno fatto rumore le dichiarazioni di Mereu prima e Sanna poi, i quali hanno ammesso candidamente di aver parlato anche con calciatori di Serie A. Assoluto top secret riguardo i nomi, ma intuirne alcuni non è certamente impresa impossibile. Sarà questo d’altronde il passo più difficile da compiere, quello dell’allestimento concreto della rosa, considerando quei fattori che nonostante la buona volontà di tutti dipenderanno solo e soltanto da giocatori e società. Tuttavia il direttore generale ha rivelato di aver ricevuto segnali di apertura importanti da parte di Tommaso Giulini, il quale rappresenta una figura decisiva e imprescindibile affinché tutti i settori di cui si parlava prima, a partire da quello tecnico, siano della più alta qualità possibile.

Stefano Udassi ad affiancare Mereu è un altro colpo da biliardo, uno dei tecnici sardi maggiormente in ascesa, simbolo indimenticato della Torres e superbo rappresentate del calcio del Capo di Sopra, il suo arrivo dimostra come fino ad ora niente è stato dimenticato, non di certo la squadra più antica della Sardegna. Che convive da sempre con un destino sicuramente più complesso e sfortunato rispetto ai cugini del Capo di Sotto, con una storia gloriosa quanto tormentata e una tifoseria che aldilà delle categorie continua ad essere fortemente identitaria e indissolubilmente legata alla città.



Tutto procede come deve, insomma, e chiediamo scusa, citando Piero Marras, per il nostro essere così sardopatici, ma oltre ad avere cuori prenuragici, stavolta abbiamo anche un belvedere da cui poter scrutare all’orizzonte il sogno di tanti che, seppur in fase embrionale, ha varcato la non più insormontabile soglia dell’utopia, affacciandosi sul piano della realtà più tangibile. E non stiamo parlando solo di calciatori, di obiettivi sportivi o di un europeo non ufficialmente riconosciuto. Non stiamo parlando e non parleremo delle battute che arriveranno in occasione della partita contro la Padania. Non stiamo parlando e non parleremo di politica, per quanto inevitabilmente anche di questo si tratta. Abbiamo sempre parlato e parleremo sempre, invece, di quanto lo sport possa fare la sua parte dal punto di vista sociale, culturale, identitario.

L’isola che pulsa nel mezzo del mediterraneo, con il suo cuore antico e dolorante, avrà una sua rappresentativa. In un momento storico di cruciale importanza per se stessa ma anche per un’Europa che si sta riscoprendo molto più varia di quanto per anni si è provato a nascondere. E se Piero Marras canta anche che i sardi soffrono di entusiasmi un poco aritmici, questo ne potrebbe rappresentare sicuramente un esempio, ma in un deserto di siccità anche una piccola oasi può apparire grande quanto un oceano.

Con la libertà di osservatori esterni e l’entusiasmo che ci ha sempre contraddistinto, continueremo ad accompagnare passo dopo passo, nel suo ruolo di critica giornalistica, l’evoluzione della Natzionale. Con la vivida speranza e la ferma convinzione di quanto sia importante adesso remare tutti dalla stessa parte, verso un obiettivo comune. Addananzi!, come diremmo noi in Gallura, A innantis!, come direbbero i miei colleghi di redazione: il viaggio è appenato cominciato.

Oliviero Addis



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