Tommaso Giulini a Pejo con Rolando Maran

C’è da tirare un bel sospiro di sollievo nel vedere il Cagliari pieno di contenuti di questo periodo, e in generale nell’ammirare tutto il nuovo corso Maran. C’è da sorridere nel vedere il pianeta rossoblù guardando – con la coda dell’occhio e il sorriso sotto i baffi – a molti avversari di uguale rango, soprattutto al pari-colore genoano. Lì, dove c’è quel Juric che fu in ballottaggio con il Rolando trentino e oggi annaspa tra calcio magro e pessime cadute di stile (non una novità). Gli ultimi due sono eufemismi. Va doverosamente precisato, chiudendo il cenno su quel che poteva essere e non è stato, come Juric abbia dalla sua le attenuanti del terribile calendario e dell’essere arrivato-tornato in corsa, con tutto ciò che comporta.

Detto ciò, sì, stavolta il Cagliari e Giulini l’hanno azzeccata. Troppo facile e riduttivo focalizzarsi solo sul faccia a faccia tra allenatori, in attesa del confronto diretto, avvolto dal punto interrogativo che interessa per forza di cose il traballante croato. Però il parallelo aiuta a mettere in risalto la creatura sarda, che viene da lontano come ampiamente previsto, analizzato e certificato.



A luglio, infatti, da Aritzo e Pejo con poche sedute di allenamento nei taccuini, si parlava in questa sede de “l’importanza di Maran”. Intesa come il cambio di passo tecnico che poteva arrivare in primis dalla gestione dell’ex Chievo, dopo mesi e anni di difficoltà varie. L’allenatore avrebbe dovuto (e stava iniziando a farlo) fornire connotati precisi, organizzazione, orientamento a tutto l’ambiente. Ci sta riuscendo, con incidenti di percorso che ancora arriveranno, perché di Cagliari e non di Juventus si tratta, ma se oggi si può ammirare un gruppo che sa quel che vuole e propone in campo, e se si può farlo ripensando proprio ai primissimi giorni di lavoro, tanto merito va dato al nocchiero.

E va dato atto al presidente e ai suoi collaboratori di aver scelto bene, dopo tante mosse sbagliate o burrose. Si dice che il primo mattone sia quello più importante. Maran è arrivato avvolto nello scetticismo e nel grigiore, difeso con poco appeal da presidente e direttore sportivo, che oggi passano all’incasso godendosi quella tranquillità che è obiettivo primario. Si può migliorare ancora parecchio, la squadra isolana è incompleta e questo impedisce di sognare, ma già avere eliminato i patemi e aver restituito piacere nell’aspettare e nello godersi le partite è qualcosa di grande.

Fabio Frongia



Altre notizie relative

Lotta agli infortuni: la nuova sfida di Maran Col Napoli tante defezioni per infortuni e squalifiche
Giulini: “Barella via subito? No! Fiducia sullo stadio” Il patron rossoblù a 360° sull'universo Cagliari
De Laurentiis: “Cagliari, bella squadra” Il presidente del Napoli verso la sfida in Sardegna (sabato alle 18)

...e tu cosa ne pensi?

300