L’analisi tattica del pareggio del Cagliari contro la Spal parte dalla precedente giornata, quando i ferraresi persero a Roma contro la Lazio mentre i rossoblù uscirono a testa alta dallo Juventus Stadium. La Spal utilizza un’arma costante per far male agli avversari: lo spunto sulla destra del suo giocatore più efficace, Lazzari. Si era scritto a riguardo in settimana, il gol di Antenucci all’Olimpico era l’ennesima prova della fase offensiva organizzata da Semplici.



La Spal prepara il gol di Petagna sulla catena di destra

Gli emiliani sviluppano bene il gioco tagliando fuori buona parte dei rossoblù

Con la palla che parte dalla difesa una delle due punte o una delle mezzali va nello spazio per ricevere la verticale, mentre Lazzari attacca la fascia sfruttando la propria velocità nel lungo. Il centrale avversario, Radu nell’occasione, viene portato fuori dalla linea, aprendo così la difesa proprio dove l’esterno ferrarese è solito inserirsi.

Così, dopo soli tre minuti, la Spal passa con la sua tipica azione anche contro il Cagliari.

Bradaric, Romagna e Srna in difficoltà

Lo spazio alle spalle di Srna e della difesa viene preso in velocità ed è impossibile rimediare

Padoin è in ritardo nell’accorciare sull’avversario, così come Romagna e Bradaric sono troppo molli nell’accorciare sulla punta che viene incontro per il triangolo (Antenucci). Si crea lo spazio fra Ceppitelli e Padoin, ormai nella terra di nessuno e pronto a farsi prendere il tempo da un Lazzari lanciato nella corsa.



Il Cagliari si fa trovare sbilanciato

Sulla destra spallina, con Lazzari, il primo tempo è stato di affanno per i sardi

Con troppi uomini rossoblù sopra la linea della palla, la Spal ha vita facile, aiutata anche da un Ceppitelli troppo concentrato sul pallone e che perde di vista Petagna e un Srna molle e decisivo nel disturbare Cragno. Il centrocampo è troppo alto, Bradaric non scala come fatto egregiamente a Torino (nonostante l’autogol), il gol diventa logica conseguenza.

Dal gol nasce la paura della fascia destra offensiva ferrarese. Quando Cragno salva il possibile due a zero pochi minuti dopo tutta la squadra è concentrata sul pericolo Lazzari, così l’apertura di Valdifiori può trovare Fares sul lato opposto completamente libero.

Il rombo cagliaritano in fase difensiva

Il raddoppio è praticamente la fotocopia del primo gol. Il Cagliari pressa alto, ma la difesa accorcia male. Srna è troppo lontano nel chiudere lo spazio fra lui e Ceppitelli, Romagna sta a metà fra Missiroli e Petagna ed è ancora una volta troppo molle sul centravanti, Padoin non sceglie fra l’attaccare e il restare basso su Lazzari.

Nasce il raddoppio ferrarese ancora sulla destra con il Cagliari sbilanciato e impreparato

Ancora una volta sono troppi gli uomini sopra la linea della palla, Srna completa il tutto con una certa mollezza dentro l’area piccola.

Dall’alto si notano scacchieri e alcune scelte e dinamiche

Un punto che comunque ha confermato il carattere degli uomini di Maran, capaci di riportare a galla una barca pronta ad affondare. Resta l’aspetto negativo di un eccessivo “noismo”, un pensare troppo a se stessi e non a come limitare la forza degli avversari: che Lazzari e un certo tipo di giocata fossero l’unico aspetto di cui preoccuparsi era cosa nota, subire due gol e altre occasioni esattamente nella maniera che ci si aspettava lascia dubbi sulla preparazione della gara o sull’interpretazione della stessa. Allo stesso modo, con il centrale chiamato a salire sull’attaccante che esce dalla linea, la scelta di Romagna in luogo di Pisacane è apparsa sbagliata: il napoletano è un professionista dell’anticipo, i due gol hanno invece visto un Romagna troppo leggero e che ha messo in difficoltà il compagno di reparto.

Con la sosta diventa obbligatorio rimettere in forma chi fino a oggi ha tirato la carretta e ora appare in difficoltà fisica: Srna, Bradaric e Castro su tutti. Al rientro arriva il Torino alla Sardegna Arena, una gara da non sbagliare: dicembre con il suo calendario difficile è alle porte, obbligatorio mettere fieno in cascina.

Matteo Zizola



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