Alessandro Marino, presidente dell’Olbia dal 2015

Intervenuto telefonicamente a Radiolina, il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, ha parlato della separazione con mister Michele Filippi: “Avevamo pensato a un progetto con lui. Purtroppo abbiamo avuto anche sfortuna in alcune occasioni: l’entusiasmo è mancato e abbiamo ritenuto fosse meglio fare un cambio. Non è una bocciatura. È una risorsa del calcio sardo, non ha nulla da invidiare ad altri allenatori italiani. Ha avuto molta sfortuna. Richiamare Mereu? No, lui ha iniziato una nuova avventura con grande entusiasmo e avrebbe rifiutato qualsiasi offerta. Il DS Carta rimane, penso che sia ancora presto fare questo tipo di bilanci”. 



Il patron dei bianchi spiega poi la scelta di puntare sul nuovo tecnico: “Penso che Carboni sia la persona giusta. Conosce l’ambiente ed è un grande esperto della categoria. Ha grandi ambizioni e vuole fare crescere i nostri ragazzi. La nuova Olbia sarà più camaleontica: mister Carboni ama cambiare per adattarsi all’avversario, penso vedremo una squadra un po’ più guardinga. Chi da tutto durante la settimana, gioca: sono curioso di vederla anche io all’opera”. 

Sempre forte il legame tra Cagliari e Olbia: “Penso che qualche giocatore possa fare il salto, spero che qualcuno dei nostri possa spiccare il volo. Ragatzu non è una sorpresa, per lui sarebbe una conferma. Simone Pinna ha avuto una crescita impressionante e meriterebbe una categoria superiore, ma anche Vallocchia e Iotti possono giocare in altri palcoscenici. Giulini? Ci sentiamo spesso, ma è presto per parlare di mercato. Abbiamo un dicembre con tanti turni infrasettimanali e dobbiamo pensare al breve periodo”. 

Sulla nazionale sarda: “Devo dire che a Olbia siamo stati un po’ precursori, abbiamo puntato molto su giocatori e staff regionale. Appoggiamo questo progetto”.

 



Quattro anni da presidente in cui l’Olbia si è tolta parecchie soddisfazioni: “Il successo sulla Torres che ci ha regalato la promozione in Serie C, Andrea Cossu che gioca con noi nei campi scapestrati della Serie D e tante vittorie di spessore come quella contro il Livorno poi promosso in Serie B. Tante soddisfazioni, ma il bello deve ancora arrivare. Creiamo delle basi per migliorare, rispettando le regole: quest’anno abbiamo perso due partite contro squadre che attualmente non pagano gli stipendi come Pro Piacenza e Cuneo. Sarebbe giusto giocare ad armi pari. Penso che l’entusiasmo della piazza ce lo dobbiamo meritare, quest’anno possiamo fare un campionato importante. Non solo puntare alla salvezza, ma magari qualcosa in più. A un certo punto, avevamo dieci giocatori fermi per infortuni di vario tipo, Caligara lo è ancora: abbiamo avuto sfortuna e ha inciso il ritardo dell’inizio nel campionato. Abbiamo iniziato molto presto in questa strana stagione, ma ora però abbiamo ancora tante partite davanti e la classifica è molto corta”.

Ultima battuta sulle prossime uscite della squadra: “Saranno gare contro avversari molto probanti: ci sarà subito il Pisa, poi l’Entella che sappiamo tutti che non meriterebbero questa categoria, posso però assicurare che ce la giocheremo”. 



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