Rolando Maran e Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Fotocronache)

Il Cagliari formato Maran ha ormai una propria fisionomia fatta di corsa, fisicità e la mentalità di chi non si arrende mai. Quello che ci si chiede nelle ultime settimane è dove possono arrivare i rossoblù e soprattutto quale obiettivo si potrebbe raggiungere con dei ritocchi nel mercato di gennaio. Una salvezza tranquilla appare ormai il risultato minimo, mentre la discussione sull’alzare l’asticella è collegata a eventuali ritocchi a gennaio: terzino sinistro, mezzala alternativa ai titolari, trequartista e seconda punta sono i ruoli più gettonati.



Quello che però appare più importante è capire quali siano le caratteristiche che mancano agli uomini di Maran: nella prima parte della stagione era evidente l’assenza di tecnica negli ultimi 40 metri, alla quale si è ovviato prima con il rientro di Joao Pedro e poi con lo spostamento di Castro come trequartista. Ora, invece, appare evidente che al Cagliari manchi velocità, non tanto di manovra, ma come caratteristica dei singoli. Con Pavoletti come testa di cuoio per sfondare le difese avversarie, la chiave del maranismo è diventata il rombo che sfrutta la spinta degli esterni per poi cercare il cross. Quasi mai i rossoblù entrano per vie centrali con combinazioni palla a terra che sfruttino tecnica e velocità: Maran deve fare di necessità virtù e la rosa a disposizione non permette quel tipo di soluzione.
Gli unici tre giocatori della rosa che possono garantire strappi in grado di aprire le difese avversarie sono Barella, Pajac e Farias: il primo gioca però lontano dalla porta e i suoi cambi di passo sono utili a portare la palla sulla trequarti offensiva, ma non a scardinare le difese; il secondo attende ancora la sua occasione; il terzo è vittima, come ormai capita ogni anno, del classico infortunio muscolare e quando utilizzato non ha convinto.
Dei 12 gol segnati fino a oggi da Pavoletti e compagni ben 9 sono arrivati da cross o da calci d’angolo, e dei 3 restanti nessuno è nato da percussione centrale, men che meno da contropiede.
Gennaio si avvicina e la sensazione è che per fare il salto di qualità serva quella velocità che manca in rosa, la stessa che garantivano in passato i giocatori come Suazo o Ibarbo: torna alla mente il nome di Kouame, in estate vicino ai rossoblù e poi finito a far bene con gli stessi colori in quel di Genova. Un giocatore che sarebbe stato perfetto per dare vivacità alla fase offensiva e del quale si potrebbe cercare un alter ego: a quel punto pensare alla parte sinistra della classifica non sarebbe un delitto.

Matteo Zizola



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