Massimo Cellino

Parla Massimo Cellino e il discorso plana inevitabilmente su Cagliari e il Cagliari. L’ex patron rossoblù ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, nel corso della quale ha spaziato su vari argomenti, dall’esperienza relativa a Is Arenas al suo rapporto con Tommaso Giulini, per arrivare a Tonali, astro nascente di casa Brescia.

“Meritava la Nazionale e metterà in difficoltà Mancini perché è il prototipo del centrocampista moderno. Pirlo? Si assomigliano fisicamente, per il resto sono diversi. Credo che farà il percorso inverso rispetto a Pirlo, tra qualche anno giocherà trequartista. Mi ricorda O’Neill, che dal Cagliari passò alla Juve. Fabian ha avuto la carriera rovinata dall’alcool, Sandro è un diciottenne con la testa da adulto”.



La chiacchierata apre una finestra anche sulla vicenda Is Arenas: “Mi sono fatto 3 mesi per concorso esterno in tentata estorsione. Non ho ancora capito cosa volesse dire. E la vicenda non è chiusa: stanno ancora sentendo i testimoni dell’accusa”.

“Cagliari mi manca tantissimo, è la mia terra – prosegue Cellino -. Ogni tanto quando sono distratto e sento alla radio qualcuno che dice ‘il presidente del Cagliari’ mi giro di scatto credendo stia parlando di me. Non mi sono ancora abituato all’idea. I bresciani sono dei grandi lavoratori ma sono più provinciali dei cagliaritani: sono convinti che il mondo inizi e finisca a Brescia. Giulini? Non lo sento più, non si è comportato bene quando ho venduto la società”.

Inevitabile il capitolo allenatori: “Suazo ha qualità ma ho sbagliato a chiamarlo, non ha esperienza. Corini è l’uomo giusto al momento giusto. Allegri invece è il tecnico che mi è rimasto nel cuore: non lo esonerai nonostante un punto nelle prime sei partite”.

Giunto ai 62 anni pensa più al calcio o alle attività imprenditoriali? “Mi considero un imprenditore del calcio a tempo pieno. Ma ho una certa età e non ho più voglia di buttare via i soldi”.


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