Vincenzo Esposito (foto: Zuddas | Fotocronache)

Smaltita la delusione in seguito alla batosta in Ungheria nella FIBA Europe CUP , la Dinamo Sassari si rituffa nel campionato per affrontare la OriOra Pistoia al PalaSerradimigni. I biancoblu cercano riscatto contro il fanalino di coda del campionato dopo un periodo di flessione: “Siamo una squadra comunque nuova, ci stanno momenti di alti e bassi- ha dichiarato Vincenzo Esposito in conferenza stampa-. L’importante è che il gruppo rimanga unito e creda in quello che facciamo. Abbiamo perso contro ottime squadre, ma ciò non toglie che dobbiamo mettere in difficoltà anche le formazioni più attrezzate. Già da domani contro Pistoia mi attendo risposte importanti”.



“La difesa deve essere uno dei punti di forza, siamo finalmente con un roster al completo e paradossalmente non è facile trovare gli equilibri- prosegue El Diablo-. La gestione di alcune situazioni tecniche e non, si modificano: alla lunga ti permette però di arrivare più fresco ed è un fattore a cui ci dobbiamo abituare.  Dobbiamo lavorare con serenità ed essere consapevoli che possiamo e dobbiamo migliorare: siamo uniti e andiamo tutti verso un unico obiettivo”.

“La flessione? Non è un dramma, è nella norma che qualche risultato negativo arrivi per una squadra, anche per quelle che lottano col titolo. Siamo compatti, mi interessa più come giochiamo che contro chi giochiamo. Non faremo la corsa su Milano o Avellino, il nostro obiettivo è quello di crescere e non mi metto a guardare dove saremo. Ora pensiamo a Pistoia e vedremo dove saremo tra un mesetto”.

Sul banco degli imputati alcuni giocatori che non hanno reso al meglio nelle ultime uscite come Pierre e Thomas: “Dobbiamo migliorare tutti, se migliora la squadra lo fa anche Dyshawn. Il fatto che sia arrivato due mesi dopo i compagni non lo ha di certo aiutato a inserirsi nei meccanismi di squadra. È compito mio integrarlo meglio, poi ovviamente tra qualche tempo lui o qualsiasi altro giocatore non renda o sia dannoso per l’intera squadra si faranno le dovute valutazioni. È indubbio che Pierre ora stia facendo fatica. Thomas non trova determinati ritmi e spazi da 4 e da 5, ma questo è normale perché è alla prima stagione in Italia e ha solo 25 anni. È tutto nella norma, fa parte del suo processo di crescita. Una squadra di pallacanestro non è un juke-box: qui si inserisce la moneta e alcune volte la canzone parte e altre no”.



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