Bernardo Mereu (FOTO
SILPRESS/ENRICO LOCCI)

Il Commissario Tecnico della nascente Natzionale sarda di calcio, Bernardo Mereu, ha parlato a TMW del progetto che lo vede protagonista. Lunedì a Cagliari ci sarà la presentazione ufficiale, intanto nelle scorse settimane i vari Vittorio Sanna, Gabriele Cossu e lo stesso Mereu hanno esposto più dettagli dell’iniziativa.

“L’obiettivo è quello di portare la cultura della propria regione attraverso il calcio e ci sarà l’opportunità con gli Europei CONIFA del prossimo anno – dice Mereu -. Questa nazionale dovrà nascere sulla volontà dei calciatori di venire e sul benestare delle società di appartenenza”.



Il presidente della FINS, Gabriele Cossu, ha parlato anche dell’aspetto inerente la Padania. Mereu la pensa così. “La Padania è un’entità diversa – spiega l’allenatore ex Olbia e Nuorese, tra le altre -. La Sardegna ha i connotati ben delineati di un popolo, quello sardo. Siamo forieri di cultura e tradizioni che ci caratterizzano come popolo. Noi non facciamo politica. Non ne vogliamo fare. Siamo un popolo che riconosce il calcio come veicolo per far conoscere al mondo la propria cultura, le proprie peculiarità, le varie sfaccettature”.

E chissà che presto la Natzionale non possa essere riconosciuta dalla FIFA. “Ciò che conta ora è che vogliamo dare un valore forte alla nostra terra e farla conoscere attraverso il calcio”. La curiosità per l’aspetto sportivo riguarda ovviamente la presenza dei big, Barella in primis. “Ancora non ci siamo sentiti – dice -. Barella ad ogni modo rappresenta uno dei giocatori più importanti della Nazionale italiana e spero diventi un pilastro azzurro. Ci sono equilibri e valori da rispettare e la selezione sarda non vuole creare alcuna forma di disturbo”.



Mereu si è espresso anche sullo stato di salute del calcio sardo e l’idea di un Cagliari modello Athletic Bilbao. “Il Cagliari sta lavorando molto bene. A livello giovanile ha implementato e creato delle squadre che fanno i campionati nazionali con successo. Ha implementato il numero di tecnici puntando sulla qualità. Si è creata una bella sinergia con l’Olbia che aiuta la crescita dei giovani giocatori attraverso la Serie C. E poi c’è la Cagliari Football Academy (di cui Mereu è responsabile, ndr) con oltre 50 società affiliate in Sardegna e nella Penisola: un progetto che coinvolge circa 5.000 bambini tra i 6 e i 12 anni e che, con i suoi corsi di formazione, punta a educare gli istruttori per far crescere il calcio giovanile. Quel che è certo è che si sta investendo sulla Sardegna – conclude Mereu parlando del Cagliari -. Per la proprietà (targata Giulini, ndr), innamorata di questa terra, veder emergere dei giovani sardi è sicuramente motivo di grande orgoglio”.

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