Salvatore Sirigu

Salvatore Sirigu prepara il ritorno in Sardegna. Quella stessa Sardegna che salutò quando era ancora un giovane portiere di belle speranze e che lo riabbraccia nelle vesti di punto fermo della nazionale di Roberto Mancini.

Prima alle spalle di Buffon, adesso di Donnarumma. Il destino è stato beffardo con l’ex portiere del PSG, che preferisce comunque mantenere un profilo basso. In linea col personaggio. “Sono fortunato a far parte di questo gruppo e mi godo ogni singolo momento – ha spiegato ai microfoni di Tuttosport -. Devo approfittare delle opportunità. Servono voglia ed entusiasmo, ma per me tornare in nazionale è sempre motivo di grande orgoglio”.



Chiuso il cassetto azzurro, il portiere di Siniscola si riveste di granata. All’orizzonte il ritorno nell’isola, contro quel Cagliari per cui, però, non ha mai giocato: “È sempre bello tornare. Mi riporta ai ricordi di quando, da bambino, andavo a vedere il Cagliari al Sant’Elia e sognavo… Poterci tornare, seppur da avversario, è sempre una gioia”.

Una sfida “giocata” in anticipo con Cragno, Barella e Pavoletti, compagni in azzurro: “Ne abbiamo parlato in questi giorni. Avere tre giocatori in nazionale è una grande soddisfazione: vuol dire che stanno lavorando bene, stanno facendo un ottimo campionato e hanno giocatori importanti e di prospettiva. A parte Cragno e Barella, che sono il futuro della nazionale, Pavoletti è uno dei top nel suo ruolo. Il classico attaccante che crea parecchi fastidi ai portieri. Insomma, per il Toro non sarà facile. Non sarà assolutamente una passeggiata. Ma io ho fiducia”.


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