Rolando Maran (foto: Zuddas, Fotocronache)

In mezzo al guado, tra la possibilità di fare uno scatto in avanti e il timore di ritrovarsi ingarbugliati. Cagliari-Torino, per i rossoblù, è sfida importante in chiave classifica, oltre ad essere ennesima occasione per cesellare caratteristiche forti già emerse contro Juventus e Spal, lontano da casa. Ma è ovviamente un piatto che ha ricevuto ulteriore condimento dalla nefasta notizia mattutina, ovvero il lungo stop che attende Lucas Castro, nientemeno che uno dei fari del plotone di Maran.



ALTERNATIVE – Il forfait dell’argentino, in attesa del mercato (la società è già attiva per cercare il sostituto), apre il ventaglio di soluzioni per non perdere efficacia. Non semplice, visti i noti problemi di affidabilità del duo offensivo Sau-Farias, accantonato proprio per far spazio alla salvifica formula Castro-Joao Pedro-Pavoletti. Ma anche perché le rotazioni in mediana sono ridotte al lumicino, quando non assenti, visto il ruolo di terzino ricoperto da Padoin, assente oggi assieme a Faragò. Insomma, quando piove grandina. Sembrano essere due le possibilità: fiducia a Sau con Pavoletti e Joao Pedro, oppure alzare Ionita per far posto a Dessena, eliminando di fatto ogni opzione a partita in corso, per il centrocampo. Più sfumate, soprattutto visti i tempi ristretti, le idee di Bradaric (troppo importante davanti alla difesa) o Cigarini trequartista, fino al cambio di modulo.

GUAI A SEDERSI – Disegnata una situazione che incute poca fiducia, a poche ore dal match, è bene ricordare come il Cagliari abbia lasciato ottimi segnali, ma anche come da Ferrara si porti dietro i dubbi di una partita ripresa per i capelli. Contro la Spal, infatti, stava maturando una sconfitta rovinosa nei modi, peraltro prevedibili viste le caratteristiche degli emiliani. E solo san Pavoletti, una volta di più, ha permesso di mettere in soffitta discorsi negativi. Il livornese, assieme a Barella, è l’ago della bilancia del Cagliari, in un trio completato proprio da quel Castro senza il cui spostamento adesso ci si arrovellerebbe nella poco redditizia scelta di inizio campionato, con Sau o Farias in campo.

Ora, senza l’argentino, servirà uno scatto collettivo e un nuovo colpo di mano di Maran. Sinora ha sbagliato poco o nulla, conquistandosi il timone e la palma di uomo decisivo nell’inversione rossoblù. A lui il compito di proseguire col vento in poppa, nonostante questa parentesi di bonaccia.

Fabio Frongia



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