Daniele Dessena in azione contro Ansaldi del Torino (foto: Cagliari Calcio)

Il Cagliari fa un passo avanti in classifica e uno indietro nel gioco, dopo il pareggio a reti bianche contro il Torino. Sardegna Arena ancora inviolata, un punto importante viste le assenze e l’avversario che i rossoblù avevano di fronte, ma che lascia alcuni dubbi per il futuro soprattutto per via dell’infortunio occorso alla vigilia a Castro.



Col Pata che resterà ai box per gran parte della stagione, e con il mercato di gennaio lontano sei partite, diventa fondamentale trovare alternative rispetto a quanto visto contro i granata. Una partita che ha regalato pochissimi elementi tattici: zero conclusioni nello specchio da parte di Pavoletti e compagni, un possesso palla inferiore agli avversari e concentrato nella propria metà campo, tanti lanci lunghi (ben 39) e poche azioni costruite (solo 18), difficoltà tecniche che hanno prodotto una precisione nei passaggi inferiore al passato (76%).

Anche il dato sui chilometri percorsi è indicativo di una squadra che, perso l’uomo di equilibrio fra le linee, ha smarrito anche la capacità di muoversi armonicamente, simbolo del rombo maraniano: 107,5 km, abbondantemente sotto la media di oltre 112 mantenuta fino alla sosta. I tre vertici alti del centrocampo sono apparsi statici, chiusi dalla forza fisica e atletica di Meite e dalla inferiore mobilità di Dessena rispetto a Castro.

Il meteo sfavorevole, fra vento e pioggia; un Torino capace di restare compatto, ancora più stretto e corto di un Cagliari solitamente più granitico degli avversari; l’assenza di Castro e le poche soluzioni in una rosa che a ogni infortunio mostra nuove falle da coprire. Le cause della pochezza dei rossoblù in fase di possesso sono diverse e la coperta torna a essere corta, come ci dimostra un frammento della partita:

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Nella ripresa, il Torino (giocando contro vento) inseriva un esterno offensivo (Parigini) per uno difensivo (Ansaldi) e una punta (Zaza) per un centrocampista (Soriano); il Cagliari ha risposto proponendo Cerri per Pavoletti (infortunato) e Sau per Joao Pedro, mirando più al contenimento che alla ricerca dei tre punti.

Contro il Frosinone, una finale di Champions per i rossoblù (Giulini dixit), servirà trovare nuova linfa per cercare di colpire i ciociari. Gennaio è troppo lontano per non trovare alternative tattiche prima che di uomini.

Matteo Zizola



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