Un’immagine dal rendering della Cagliari Arena, che il Cagliari sta ideando con Sportium

Il Cagliari attende il 13 dicembre per una prima verifica sui nuovi intendimenti dichiarati e portati avanti sulla strada del nuovo stadio. Un’idea completamente diversa da quella del passato, segnatamente quella del dicembre 2015 in tandem con B Futura, e che consiste in un impianto da 25.200 spettatori di capienza (con possibilità di espansione a 30.000). E’ questo il primo punto di novità sostanziale in un sentiero completamente rinnovato, che dovrà per questo passare ancora dalle forche caudine del parere politico. Non una formalità in un momento di elezioni regionali, e magari anche comunali, a seconda del verdetto che interessa l’attuale sindaco.



CAMBIO DI ROTTA – Il Cagliari ha presentato a novembre la variante rispetto al primo rendering. Modificata la geometria dello stadio, con un’altezza massima che passerebbe da 22 metri a 28.55 metri, rispettando gli indici di edificabilità concessi dal PUC e verificando l’impatto visivo rispetto al contesto circostante. Questo – nell’idea del proponente, il Cagliari Calcio – per poter soddisfare una maggiore capienza e i migliori livelli di visibilità, comfort e tecnologia che caratterizzano gli stadi contemporanei.

L’AREA COMMERCIALE – Una novità importante inerisce le dimensioni delle aree destinate alle attività commerciali, da sempre oggetto di polemica e dibattito nelle varie sedi (in primis quella politica) per quanto concerne la salvaguardia degli interessi dei piccoli e medi operatori del settore di stanza in altre aree cittadine. Si rimane nei 14.741,20 mq di GLA complessiva (quindi inclusiva di 1.369 mq di espansione). Non un dettaglio, visto che l’aumento della capienza e dei costi poteva automaticamente far pensare alla necessità di ampliare l’area commerciale. Potrebbe essere eliminato il podio commerciale previsto dallo studio di fattibilità approvato in precedenza, sostituito così con un edificio con sviluppo esterno allo stadio, la cui copertura verde sarebbe destinata a parco urbano attrezzato con aree gioco/sport pubbliche.

LA FORESTERIA-HOTEL – Nel nuovo progetto, in attesa di vedere quello definitivo che dovrà essere sottoposto alla valutazione degli organi competenti, è prevista inoltre una struttura ricettiva/direzionale. Non più una piccola foresteria (questo il nome indicato in sede di presentazione) all’interno dello stadio, ma una struttura che dovrebbe funzionare autonomamente. La superficie sarebbe pari a 8 mila metri quadri, con il Cagliari Calcio che intende riservarsi la possibilità di procedere al completamento della nuova struttura in un secondo momento.

Il cronoprogramma fissato dal Cagliari nella sua nuova proposta per lo stadio del futuro

LE TAPPE – Questo per quanto riguarda le idee che il Cagliari Calcio intende portare avanti. Più che una mera variazione dello studio di fattibilità approvato tre anni fa, una vera propria strada nuova da intraprendere. Spesa prevista che ammonterebbe a poco meno di 63 milioni di euro, con un crono-programma che vede l’intenzione di inaugurare il nuovo stadio a dicembre 2022, dopo essere passati ovviamente dalle conferenze di servizi (13 dicembre 2018 e settembre 2019), presentando il progetto definitivo nel prossimo marzo. La prima conferenza dei servizi approva la variante al progetto preliminare, con il Consiglio comunale che dovrà dare il via libera con la dichiarazione di pubblico interesse. La seconda conferenza di servizi (indetta dalla Regione, che è l’ente competente) avrà sei mesi di tempo per approvare il progetto definitivo, una volta che questo sarà presentato.



Sarà quindi la volta della gara d’appalto (marzo 2020), dell’aggiudicazione provvisoria e di quella definitiva. Solo a quel punto si potrebbe procedere con la demolizione del vecchio Sant’Elia, primo vero e proprio atto della costruzione del nuovo stadio, che dovrà sorgere sulle ceneri dell’impianto datato 1970 e abbandonato a fine stagione sportiva 2016/2017. Impossibile, infatti, demolire prima di aver assegnato l’appalto per la costruzione della nuova opera.

In attesa del progetto definitivo, resta da conoscere il nuovo piano economico finanziario. Come e da chi verrà finanziata l’opera, se è vero – come è vero – che in passato venne resa nota una precisa divisione delle voci e delle somme pagate da banche, istituzioni e privati? Un’altra domanda importante, seppur probabilmente retorica, riguarda l’eventualità che la variante in oggetto in questa fase dell’iter oggi possa essere bocciata: cosa farebbe a quel punto il Cagliari? Tornerebbe sui passi di qualche anno fa o abbandonerebbe la strada dello stadio all’avanguardia? Non resta che aspettare e osservare la marcia della macchina.

Fabio Frongia

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