Rolando Maran (FOTO: Zuddas Fotocronache)

La sfida contro il Chievo Verona, che ha portato il Cagliari (vittorioso per 2-1) agli ottavi di Coppa Italia, ha restituito a Rolando Maran una squadra pimpante e con buone risorse dalla panchina. Al di là del risultato, comunque importante se si pensa che un anno fa i sardi venivano eliminati dal Pordenone, è venuta fuori una squadra che una volta di più ha mostrato organizzazione, compattezza e connotati tecnico-tattici ben precisi.



In vista della sfida di sabato (ore 18) contro la Roma, facendo un passo indietro al match di Frosinone, analizziamo alcuni momenti chiave. Allo Stirpe c’era stato un’altra volta un problema di approccio alle partite in trasferta. Per la quinta volta su tredici lontano da casa i rossoblù hanno subito gol nel primo quarto d’ora di gioco, dando vita a gare che iniziano in salita.

Il gol di Cassata, arrivato al 14′, è indicativo di quanto Barella e compagni appaiano come un diesel non sempre capace di partenze lanciate, specie lontano da casa.

Barella è stato protagonista negativo del gol subito dal Cagliari a Frosinone

Il Frosinone attacca con un cambio di gioco da sinistra a destra: un pallone lento, leggibile e che trova il Cagliari piazzato correttamente. Quando però la palla è quasi arrivata sul lato opposto Barella sbaglia atteggiamento, un problema che appare di mentalità e di concentrazione più che meramente tattico.

Lo spazio tra i reparti rossoblù è evidente, e lì si butta l’avversario

Tutta la difesa guarda la sfera perdendo di vista quanto sta accadendo al limte dell’area. Barella si ferma, non segue l’avversario diretto permettendogli così di andare a rimorchio sull’appoggio ai sedici metri di Zampano, mentre Bradaric e Ionita appaiono altrettanto statici in copertura.

Quando Cassata calcia tutti i rossoblù sono ormai troppo distanti per contrastarlo

Barella è il colpevole principale, ma anche la mancata reazione di Ceppitelli che non accorcia per compensare il ritardo del compagno non ha aiutato. Lo stesso accadrà pochi minuti dopo e solo un intervento miracoloso di Cragno sul colpo di testa di Ciofani eviterà il raddoppio del Frosinone.

Una gara in salita almeno fino ai cambi che hanno modificato l’atteggiamento tattico dei rossoblù. Mentre Sau veniva sacrificato per un’ora fra le linee più con compiti di marcatura su Cibsah che offensivi, con l’ingresso di Faragò e soprattutto di Farias il Cagliari ha finalmente iniziato ad allargare il campo, tentando di sfruttare le fasce per aprire la difesa avversaria.

Farias ha il compito di togliere riferimenti ai difensori e costringere gli esterni avversari a difendere più che attaccare

Nell’occasione capitata sulla testa di Pavoletti il mago è spostato sul lato destro offensivo, da quella posizione farà partire il primo cross degno di nota per l’ariete rossoblù.

Farias si sposta sul lato sinistro dell’attacco rossoblù nell’azione in cui Joao Pedro sciupa una ghiotta opportunità

l gol del pareggio diventa logica conseguenza di cambi che hanno dato maggiore verve e imprevedibilità negli ultimi quaranta metri. Proprio l’ultima mezzora dimostra quanto il dogma del rombo, in assenza di Castro, possa lasciare il passo a un uso maggiore degli esterni, con le soluzioni del 442 o del 433, oltre che dare aiuto a Srna e Padoin, troppo spesso lasciati senza copertura.

Senza El Pata manca quell’elemento che permetta un atteggiamento camaleontico all’interno della stessa partita, l’equilibratore e l’incursore di fantasia che combini abilità tattiche a qualità tecniche. Contro la Roma servirà evitare un’altra gara in salita e soprattutto servirà quel dinamismo che mancherà per via dell’assenza di Barella per squalifica. Un cambio di atteggiamento e di uomini è necessario, solo così si potrà ottenere un risultato utile a scacciare i fantasmi.

Matteo Zizola



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