Nicolò Barella

Ai canali ufficiali della Serie A ha parlato Nicolò Barella. Il gioiellino del Cagliari e della Nazionale italiana, classe ’97, salterà Cagliari-Roma per squalifica. Un’assenza pesante per Rolando Maran, che pensa a come sostituirlo a livello tecnico e tattico. Barella è un uomo copertina del calcio nostrano, il Cagliari se lo tiene stretto e rimanda all’estate 2019 ogni discorso sull’eventuale cessione. L’occasione è però ghiotta per conoscere meglio il ragazzo cresciuto nel vivaio rossoblù.



“Il mio soprannome è radiolina perché non mi fermo mai tra battute, risate e scherzi, ma son fatto così – dice Barella con la solita genuinità -. Sono un calciatore che ama la corsa e la quantità, mi sento uno spirito libero“. Campione e sardo purosangue, pochi dubbi su chi sia il riferimento. “Gianfranco Zola è un mito: è partito dalla Sardegna ed è diventato un simbolo per l’Inghilterra e Londra”, spiega Nicolò.

Con la maglia del Cagliari ha conquistato tutti. “Quando gioco in rossoblù do tutto quel che ho – racconta -, sento profondamente l’orgoglio da sardo e cerco di portarlo in campo. Recuperare un pallone in scivolata è quasi come fare un gol, mi piace sentire il boato del pubblico, rialzarmi ed avere la palla tra i piedi. Ho sempre ammirato giocatori come Nainggolan e Stankovic, che facevano dell’intensità e del recupero palla una delle loro caratteristiche migliori. E’ un gesto istintivo, lo devi avere dentro altrimenti non fai una corsa di cinquanta metri per inseguire e sradicare il pallone dai piedi dell’avversario. Per questo faccio qualche fallo in più, ma l’intento è recuperare la palla”.

Non solo Zola tra i miti rossoblù. C’è anche quel Daniele Conti che ha visto da vicino, con cui si è allenato e che vede ogni giorno ad Asseminello. “Per tutti i giocatori usciti dal settore giovanile del Cagliari, Daniele è un esempio – prosegue Barella -. Ha vestito per molti anni la stessa maglia, ha sempre detto che questa era casa sua. Ricordo quando segnò a Roma contro i giallorossi ed esultò alzando la maglia del Cagliari: per noi tifosi rossoblù è stato un gesto d’amore verso questa città”.



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