Una fase di Cagliari-Roma alla Sardegna Arena

CRAGNO 7,5 – Incolpevole sui due gol subiti: troppo potente la botta di Cristante, beffato poi dalla deviazione di Cerri sulla punizione di Kolarov. Miracoloso, come sempre, sul bel mancino di Zaniolo al 52’ e, sempre sul camioncino giallorosso, all’ora di gioco. Senza di lui la Roma avrebbe festeggiato in anticipo e in modo fragoroso, invece i suoi interventi preparano l’orgasmo rossoblù.
SRNA 6 – Il dinamismo di Kluivert lo mette a dura prova, ma non per questo rinuncia a spingere in avanti. Il momento di forma non è dei migliori, ma non rinuncia a fare il suo sulla fascia. Cacciato per proteste al 93’ da un Mazzoleni precipitoso (eufemismo).
CEPPITELLI 5,5 – Schick non è Dzeko e si vede, ma per il centrale umbro non è certo una gara semplice. Regge bene l’urto del pressing asfissiante portato dai giallorossi, cavandosela senza particolari affanni. Fuori come Srna per doppio giallo nel finale, eppure sarebbe il capitano e unico con licenza di parlamentare. Cosa avrà detto di gravissimo? Non lo sapremo mai.
KLAVAN 5,5 – Partita a due facce per l’estone: sempre presente in marcatura, dove fa valere la sua fisicità nel confronto tra “marcantoni” con Zaniolo, è invece molto più in difficoltà con il pallone tra i piedi.
PADOIN 5 – A sinistra si ritrova Under e Florenzi, non certo due clienti facili. L’ex juventino combatte come al solito, ma il rendimento è decisamente inferiore all’impegno. Sta tirando la carretta da inizio stagione, forse questa potrebbe esserne la causa. Esce tra gli applausi (dal 64’ PAJAC 6.5 – Maran lo premia dopo la buona prova di Coppa Italia e subito si presenta con un bel cross radente che origina un corner. I suoi piedi buoni potrebbero fare molto comodo da qui in avanti alla causa rossoblù, e la partita con la Roma cambia con il suo ingresso e il passaggio al 4-2-3-1/4-4-2).



FARAGÒ 5.5 – Un netto passo indietro rispetto alle ultime gare: soffre l’asse mancino della Roma, formato da Kolarov, Nzonzi e Kluivert. La sua gara è una continua rincorsa. Ingenuo il giallo rimediato al 63’, decisamente meglio da esterno destro nel 4-4-2 e poi nel 4-2-3-1 finale.
BRADARIC 5,5 – Maran continua a dargli fiducia e il regista di Spalato prova a dare il suo contributo, invero con pochi risultati. Da un suo errore parte il gol dello 0-1, è talmente ingabbiato dagli avversari che Joao Pedro deve retrocedere sulla propria trequarti per recuperare palloni giocabili. Ormai la staffetta con Cigarini è diventata una costante (dall’80’ CIGARINI 6 – Entra per mettere ordine negli ultimi minuti di corrida e non cade nell’anonimato).
IONITA 6,5 – Manca Barella e anche il rendimento del moldavo ne risente: non riesce a essere incisivo come altre occasioni e soffre nella prima, complicata ora. Trova il secondo gol in stagione con un bel colpo di testa su corner di Srna aggiustato da Joao Pedro, dando speranze alla rimonta rossoblù. Si conferma elemento concreto, pimpante e sempre pronto a suonare la carica.



JOAO PEDRO 7 – L’unico che prova a fare qualcosa di positivo nel lungo momento di sofferenza. Si abbassa fino alla propria trequarti per trovare qualche palla in più, proponendosi spesso ai compagni. Non ottiene grandi risultati, ma fino alla fine prova a prendersi sulle spalle la squadra ed è lui a suonare la carica a testa bassa. Completa l’opera mettendo la testa nel gol di Ionita.
FARIAS 5 – Un guizzo al 45’, con gran parata di Olsen, poi praticamente il nulla. Per larghi tratti è un fantasma, esce tra i fischi dopo aver girovagato senza dare sostegno ad una squadra fino a lì in difficoltà (dal 75’ SAU 7 – Dentro per gli ultimi assalti, trova l’incredibile 2-2 al 95’, col Cagliari in nove, per l’ovvia esplosione della Sardegna Arena. Una rete vecchio stampo, con rapidità e senso del gol che tutti sognano possano tornare in abbondanza e continuità).
CERRI 5,5 – Catapultato tra i titolari per il forfait in extremis di Pavoletti, non sfrutta pienamente un’enorme occasione per dare continuità alla buona prova di mercoledì contro il Chievo. Si sbatte contro Fazio e Manolas, sovente vince il duello fisico contro gli avversari e permette alla squadra di alzarsi, anche se si perde sul più bello tra controlli imperfetti e passaggi fuori misura. I fischi della Sardegna Arena a ogni tocco non aiutano di certo, e lui ha diverse attenuanti. In crescita.
MARAN 6,5 – Prima del via perde Pavoletti, l’ultimo pezzo della triade di giocatori fondamentali costretti ai box. Finisce negli spogliatoi anzitempo per proteste, a suo dire inesistenti, ma probabilmente da lì arriva la spinta decisiva. Fondamentale il cambio di modulo, con Pajac e Faragò esterni, ma soprattutto il Cagliari si conferma squadra viva, che gioca e reagisce, venendo fuori dalle difficoltà con compattezza e identità riconoscibile. Non vorremmo essere nei suoi panni per la gara di Napoli, quando dovrà rinunciare sicuramente a tre pilastri come Castro, Srna e Ceppitelli. Pavoletti, invece, sembra non preoccupare, come da lui stesso detto nel post-partita.

Francesco Aresu

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