Le due maglie della Natzionale della EYE Sport

Sono state presentate online le maglie della Natzionale Sarda (presentazione ufficiale lunedi 17 dicembre alla Corte del Sole di Sestu, evento slittato proprio per facilitare la presenza all’evento di alcuni giocatori professionisti che a inizio settimana godono del giorno di riposo), tanto attese dai tifosi e dai feticisti del settore, realizzate da Eye Sportswear, leader in Sardegna nel settore dell’abbigliamento sportivo.



Esperimenti sporadici del passato a parte, l’azienda cagliaritana si è ritrovata a ideare da zero, partendo di fatto da un foglio di carta bianca, i completi della selezione isolana e pertanto c’era fermento tra gli appassionati nel conoscere in primis i colori utilizzati ma anche il design, dettagli inclusi. Ora che il drappo rosso è stato tirato giù, andiamo ad analizzarle nel dettaglio.
Ufficialmente dallo store ufficiale non risultano differenziazioni tra maglia di casa e da trasferta, sebbene attraverso i suoi canali ufficiali, la Federatzione Isport Natzionale Sardu (FINS) ha anticipato nella giornata di ieri la scelta di una delle due come prima maglia, di colore bianco-verde.
La divisa Home si presenta infatti di colore predominante bianco, ma è il verde, in tre tonalità diverse a prendersi uno spazio significativo. Sulla parte frontale infatti prende piede per tre quarti della dimensione totale una vistosa e deliziosissima trama con rombi e giochi simmetrici, visibilmente ispirata dalle geometrie dell’artigianato sardo, ritrovabili in numerosi oggetti, dai tappeti ai centrotavola fino agli abiti tradizionali. Un’ottima scelta, sia culturale che di design stesso, rendendo la maglia caratteristica, per nulla anonima e sicuramente riconoscibile. A impreziosire la divisa spiccano il colletto a girocollo, coordinati con il terminale elastico della manica, di un verde meno fluo rispetto alle geometrie ma non spento. Il collo è poi decorato da una finitura triangolare nella parte frontale esterna, di un verde ancora più scuro, e al suo interno scorre una scritta in lingua sarda “Unu populu, una iscuadra”. Grande attenzione ovviamente all’aspetto identitario, mostrato nelle maniche dove compaiono rispettivamente gli elementi principali delle due bandiere sarde: sulla sinistra gli attuali quattro mori, per l’occasione in versione monocolore verde scuro come il triangolo del colletto, e sulla destra l’albero arborense stilizzato (forse un po’ troppo…) e di colore verde fluo. Una scelta particolare ma che, seppur con due colori diversi e quindi asimmetrici, si integra bene con tutta la maglia.
Completano la divisa lo stemma della nazionale scelto dalla FINS, di cui avevamo già parlato nei giorni scorsi, che si integra perfettamente, per forza di cose, avendo come colore dominante il verde acceso della stessa tonalità delle geometrie frontali, e lo stemma dello sponsor tecnico Eye in rosso, forse unica pecca, ma che in qualche modo si allaccia alla divisa alternativa. Non si hanno notizie sui pantaloncini, presumibilmente bianchi, mentre i calzettoni saranno totalmente verde fluo con risvolti verde scuro e di tale colore anche i quattro mori ricamati sul polpaccio e la scritta Sardigna sul fronte.

Rosso, dicevamo, è infatti il colore scelto per la Away, e in realtà non c’è molto altro da dire. Questa divisa risulta infatti, a differenza dell’altra precedentemente illustrata, abbastanza anonima. Look total red e a spezzare la monotonia solo la variazione del colletto, questa volta alla coreana con due bottoni bianchi a impreziosire l’apertura centrale. Per il resto pochi dettagli, se non nuovamente la presenza dei due simboli nelle maniche, quattro mori e albero giudicale, entrambi bianchi così come sul torso il logo Eye. L’unica variazione cromatica è lo stemma, come nella maglia Home stampato in sublimazione. Come per la prima maglia, ignoto il colore dei pantaloncini, presumibilmente rossi, così come saranno i calzettoni, total red e con lo stesso design dei complementari verdi della maglia casalinga.
Da segnalare la presenza anche del restante materiale tecnico a supporto della nuova linea, dai giubbotti alle maglie d’allenamento. Coerentemente, buona pare di esso riporta sia prodotti in rosso che in verde fluo, ma spiccano diversi prodotti con un inedito blu abbinato al rosso, non un’eresia come ben sappiamo in Sardegna, ma figlio di un semplice adattamento dei prodotti dell’azienda già esistenti in commercio.

In conclusione, se dovessimo quindi fare delle pagelle, la Home biancoverde domina la scena e si merita un 7 abbondante. Ad essere critici, fallisce il raggiungimento dell’eccellenza a causa della scelta di quel verde fluo, troppo discostante dal reale verde arborense e troppo vicino invece alla tonalità tanto cara agli organizzatori del progetto. D’altra parte, rimane ampiamente sotto la sufficienza invece la Away rossa. Se la prima maglia ha degli elementi chiaramente riconducibili al Giudicato d’Arborea, una maglia total red così realizzata, senza nero e bianco, difficilmente può essere immediatamente associata all’attuale bandiera sarda. Vogliamo pertanto credere sia stato solo un apprezzabile aggancio “storico” a quella che fu di fatto una delle pochissime apparizioni ufficiali della Nazionale Sarda, quel Sardegna-Inghilterra del pre-Mondiale di Italia ’90 (allora i 4 mori erano vistosamente esposti sul fronte della maglia).



Al di là dei giudizi personali, siamo consci, e forse lo è anche la FINS, che comunque la discussione verterà più sulla scelta dei due colori e della loro collocazione tra Home e Away, trascinando la stucchevole discussione se il popolo sardo debba identificarsi più sull’iconografia e sui colori che oggi rappresentano i Quattro mori, un tempo simbolo del dominatore aragonese, o più sull’autoctona epopea storica dei Giudicati sardi, e in particolare quello di Arborea, ultimo esempio di Sardegna politicamente e socialmente autodeterminata. A noi piace pensare che il progetto della FINS e della Natzionale Sarda sia anche e soprattutto un modello partecipativo di diffusione culturale, prima che prettamente sportivo. Lo sport come educazione sociale, come aiuto di presa di coscienza: se la Natzionale Sarda riuscirà ancor di più a unire tutti i sardi sotto i colori biancorossoneri dei Quattro Mori e allo stesso tempo far riscoprire iconografie, simboli e colori propri del popolo sardo, quali la bandiera Arborense e il suo bianco-verde, troppo facilmente dimenticati anche a causa delle successive dominazioni di varia origine, beh buona parte della missione della FINS sarà compiuta, con l’auspicio che tali divise siano portatrici di buona sorte nelle cavalcate sportive del prossimo futuro.

Fabio Frongia

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