Ilia Briukhov in azione (foto: Gianluca Zuddas)

Illia Briukhov in azione (foto: Gianluca Zuddas)

E’ una bella e curiosa storia, per diversi aspetti, quella di Illia Briukhov, il diciottenne ucraino che il Cagliari ha appena ottenuto di tesserare (ve lo avevamo raccontato in anteprima qui) grazie all’equiparazione da parte della FIGC allo status di calciatore comunitario.  Fisico già ben sviluppato e grinta da vendere, da mesi ormai fa parte dei gruppi rossoblù (Primavera e prima squadra) con cui lavorava senza poter essere impiegato in partite ufficiali. Tanti gli allenamenti e le rifiniture agli ordini di Massimo Rastelli, poi la settimana scorsa ecco la bella notizia e le parole di Max Canzi a sancire come “ci fa enorme piacere, ormai non ci speravamo più”. 




Ci sperava, invece, il giovane Illia, arrivato in Italia da Donetsk assieme alla mamma per sfuggire alla guerra civile iniziata a febbraio 2014. L’addio al paese natio dopo la trafila nelle giovanili del club locale, il potente Shakhtar, per evitare di diventare da aspirante calciatore a (probabilmente) soldato semplice. Il feeling con l’ambiente di Asseminello è subito esploso, ben voluto dai compagni e apprezzato dai due allenatori di cui sopra. Pochi fronzoli, repentino adattamento non solo sul prato verde.

Intervento spettacolare su Borriello (foto: Gianluca Zuddas)

Intervento spettacolare su Borriello (foto: Gianluca Zuddas)

E allora pizza ai frutti di mare a volontà, la vita a Quartu Sant’Elena con i primi e più stretti amici, Marco e Paolo, a casa del quale vive. Tanto sacrificio, non solo in campo, come regola di vita, frutto di mentalità innata ma anche delle difficoltà che l’hanno spinto ad arrivare in una terra nuova con una valigia carica di sogni e speranze. E a Quartu qualcuno già lo chiama “Sheva”.

La notizia della possibilità del tesseramento è arrivata in un momento dove gli infortuni hanno rafforzato l’attacco a quel gruppo di cui Briukhov fa ormai parte, e non potrebbe essere altrimenti visto il tanto lavoro svolto con Bruno Alves e compagni. Banale dire come, chissà, magari l’ucraino possa tornare utile anche a Rastelli, ma nel frattempo non mancano le chiacchierate con lo stesso difensore portoghese, a suo agio con la lingua russa vista l’esperienza allo Zenit nonché punto di riferimento per i giovani come Illia, il quale in cucina apprezza non poco anche i Culurgiones, molto simili ai Pilmenia ucraini.




Chissà se saranno tutti ingredienti utili per scalare altri gradini e arrivare in alto, possibilmente in rossoblù. Intanto Briukhov prova a mangiarsi non solo le prelibatezze locali, ma anche quell’erba dove conquistare la fiducia dei tecnici. La fame, come mostrato nell’ultima uscita di Decimomannu, non manca e l’impressione anche davanti al pubblico (quindi non solo nel recinto asseminese) è stata soddisfacente. Il resto è tutto da vivere.

Fabio Frongia

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