Il sindaco di Sassari Sanna con la dirigenza della nuova Torres (foto: Ufficio Stampa Torres)

Il sindaco di Sassari Sanna con la dirigenza della nuova Torres (foto: Ufficio Stampa Torres)

La Torres è tra le 20 società non aventi diritto che hanno presentato domanda di ripescaggio per partecipare alla Serie D 2017/2018 in caso di disponibilità di posti.




Come comunica la Lega Nazionale Dilettanti, infatti, per la regola dell’alternanza (una che ha perso gli spareggi nazionali di Eccellenza e una retrocessa dalla “D”), la priorità sarà data alle società che hanno perso gli spareggi tra seconde classificate in seguito all’Eccellenza regionale. Le 20 società, in ordine alfabetico, sono Acireale, Cittanovese, Sasso Marconi, Tergu Plubium (il nome nuovo della creatura partorita dall’accordo tra Salvatore Sechi e Gianfranco Satta non è ancora stato ratificato, ndr), Tortona, Zenith Audax, Francavilla (Ch), Romanese e Paterno. Seguono – si legge nella nota – i sodalizi retrocessi dalla “D” direttamente o dopo i playout, che hanno presentato la propria “candidatura” per un immediato ritorno nel massimo campionato dilettantistico. Queste – sempre in ordine alfabetico – sono Agropoli, Castrovillari, Legnano, Levico, Muravera (ottimo posizionamento in categoria se come sembra vorrà andare avanti nel tentativo , ndr), Olginatese, Recanatese, Roccella, Sangiovannese, Virtus Castelfranco.

FUSIONE IMPOSSIBILE – Aspetti interessanti emergono altresì dall’analisi dettagliata delle NOIF (le norme federali) in relazione al discorso della paventata fusione tra Tergu Plubium e Sporting Sassari, presa sin da subito in esame da Sechi e data per fatta a più riprese dai diretti interessati, e di conseguenza dalla stampa. Un errore, perché per la stagione 2017/2018 tale operazione non è fattibile, come espressamente deducibile dalle norme (art.20 comma 7 delle NOIF) e dalla precedente fusione del 2015 tra Ploaghe e Tergu, che diede vita appunto al Tergu Plubium. Ancora, il comma 3 dell’art. 52 NOIF permette ad una società di “ereditare” il titolo sportivo di altra società a cui fosse stata revocata l’affiliazione. Ma questo a patto che la nuova società si accolli tutti i debiti della precedente (cosa che si è voluta evitare con la soluzione Tergu). Inoltre, è condizione necessaria che il sodalizio subentrante abbia stessa sede sociale di quello cessato, mentre la “nuova Torres” ha sede a Tergu.




COSA SI PUO’ FARE OGGI, NEL 2017? – Ma quale è l’orizzonte di breve periodo della “nuova Torres” se la fusione non è percorribile, e tenendo presente del sogno ripescaggio? Di fatto, Sechi nei mesi scorsi ha rilevato il Tergu, e per la stagione 2017/2018 potrà cambiare ad esso la denominazione sociale inserendo il nome Torres (es. Calcio Torres), chiedendo quindi lo spostamento della sede di gioco a Sassari, soluzione questa abbastanza agevole perché sarebbe sufficiente che il Comune di Tergu dichiarasse inagibile (o in manutenzione) il suo campo sportivo, ma in ogni caso il Comitato regionale non si opporrebbe certo allo spostamento al “Vanni Sanna” del neo-nominato Tergu. A questo punto, la fusione Sporting Sassari-Tergu Plubium si potrà operare per la stagione 2018/2019. Ad oggi, per le norme citate, non si può indicare il nome scelto con la deliberazione delle due realtà che si vorrebbero unire, ma soltanto cambiare denominazione sociale al Tergu, ovviamente evitando SEF Torres (quella appena liquidata dopo il disastro Capitani) e Sassari Torres (nome della società di calcio femminile), ma le soluzioni non mancherebbero e non sarebbe un problema.

SOGNO RIPESCAGGIO-  In conclusione, le domande di cui sopra – continua la LND – saranno poste (da lunedì) all’esame della Co.Vi.So.D., per l’inserimento nella graduatoria di ripescaggio. Mercoledì prossimo, il 12 luglio alle 12, scadranno i termini di iscrizione al campionato 2017/2018 per le squadre aventi diritto. La nuova Torres di Salvatore Sechi, che sin dal principio si è mosso per ottenere garanzie da Roma nonostante il neonato sodalizio non rientri in alcun criterio formale previsto dalla LND per i ripescaggi, spera nella forza “politica” data alla sua candidatura dal blasone e dalla grandezza della piazza sassarese, oltre che dall’aver completato l’ultimo campionato (retrocedendo direttamente) pur tra mille difficoltà. Salvatore Sechi e soci incrociano le dita sperando si sbarcare in Serie D, un’impresa che avrebbe del clamoroso, visto che ci sarebbe bisogno di almeno – ottimisticamente parlando – 15 defezioni (possibili, seppur rare, anche da chi in prima istanza ha presentato candidatura al ripescaggio decidendo poi di fermarsi), ragionando a quel punto sull’eventuale adeguamento della rosa ad un campionato totalmente diverso.

Fabio Frongia




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